Legge di bilancio: Padoan se la prende con l’Europa, ma il problema è la manovra italiana che non funziona

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I “ottusi burocrati di Bruxelles” contro il “Governo italiano del fare”: è questo lo scontro che il Ministro Padoan ha raccontato in un’intervista a Repubblica sulla legge di bilancio.

Il ministro dell’Economia difende con forza il documento programmatico del 2017 rimandando al mittente le perplessità su coperture e mancata riduzione del debito e del rapporto deficit/PIL. Il Governo Renzi accusa la Commissione europea di eccesso di rigidità di fronte ad un Paese che gestisce da solo l’emergenza migranti e per la quale non riceve abbastanza sostegno dai colleghi europei.

Ma i problemi economici dell’Italia, debito in crescita continua, PIL al palo, dramma della disoccupazione sempre presente, non sono certamente legati o dipendenti all’emergenza migranti o al terremoto che ha colpito il centro Italia il 24 agosto scorso. E non è colpa dell’Europa. Le colpe per la drammatica situazione in cui versa l’Italia dopo oltre 7 anni di crisi economica vanno ricercate negli ultimi governi, quello attuale compreso, che l’hanno guidata nel peggiore dei modi. La legge di bilancio per il 2017 è l’ennesimo pasticcio che non farà altro che peggiorare la situazione economica italiana. Ed è inutile appellarsi a problemi che provengono dall’esterno, o cercare il nemico nell’Europa: il primo nemico dell’Italia è l’incompetenza di chi ne è alla guida. 

Legge di bilancio: lo scontro con gli ottusi burocrati

"L'Europa deve scegliere da che parte stare. Può accettare il fatto che il nostro deficit passi dal 2 al 2,3 per cento del PIL per far fronte all'emergenza terremoto e a quella dei migranti. Oppure scegliere la strada ungherese, quella che ai migranti oppone i muri, e che va rigettata. Ma così sarebbe l'inizio della fine". Il ministro dell’Economia Padoan si gioca la carta dei migranti per spingere l’Europa ad approvare la legge di bilancio per il 2017.

In realtà è chiaro che la Commissione europea approverà la manovra italiana per non inguaiare Renzi mentre è alle prese con il referendum costituzionale. Per Bruxelles la priorità è sostenere il Governo italiano nella lotta contro la vittoria del “no” e dell’eventuale deriva “populista”. Ma la necessità di sostenere il premier Renzi non cancella il fatto che la legge di bilancio non rispetta gli impegni presi con Bruxelles a maggio scorso e che presenta coperture una tantum che preoccupano gli uffici della Commissione. Dei 27 miliardi di manovra, almeno 12 hanno coperture una tantum: 2 miliardi dalla seconda manche della voluntary disclosure, 3 miliardi dalla rottamazione delle cartelle di Equitalia, 2,5 miliardi dalla lotta all'evasione dell'IVA, 1,8 miliardi dall'asta delle frequenza 5G.

Il ministro Padoan cerca di spostare la discussione sulle mancanze europee nella gestione per l’emergenza migranti, ma continuare a etichettare l’Europa come “brutta e cattiva” non farà della legge di bilancio italiana una manovra migliore di quella che in realtà è.

Perché l’Italia non si rimette in moto

Tutti gli ultimi governi italiani hanno sbagliato approccio nei confronti della crisi economica. La fase dell’austerità a tutti i costi, con tagli e misure “lacrime e sangue” in un momento di recessione è stata deleteria per l’Italia ed ha impoverito i cittadini italiani senza risolvere i problemi del Paese. Al contrario il Governo Renzi ha posto fine all’austerità iniziando a fare spese finanziate a deficit per il rilancio dell’economia. Ma anche qui tempi e modi erano sbagliati. Nel 2015 l’economia mondiale ha vissuto un fase positiva, grazie al prezzo del petrolio ai minimi storici e al Quantitative easing di Mario Draghi che ha portato i tassi di interesse a zero e una nuova fiducia sui mercati. Ma invece di cavalcare l’onda positiva mettendo in campo riforme strutturali e durature per la ripresa dell’economia e del mercato del lavoro, il Governo Renzi ha iniziato a distribuire bonus e mancette che rappresentano soltanto un’occasione mancata.

Come spiega Mario Seminerio, sul blog Phastidio, è una questione di costo-opportunità. Sono felici coloro che ricevono gli 80 euro, i proprietari che non devono più pagare la TASI sulla prima casa e i datori di lavoro che godono di tre anni di sgravi fiscali . Ma questi provvedimenti hanno spinto la ripresa del Paese? La risposta è no. Rappresentano un costo enorme per le casse dello Stato che, sulla bilancia del costo-opportunità, pesa molto più di quanto non facciano i risultati ottenuti.

E anche la legge di bilancio per il 2017 è un’occasione mancata. La manovra vale 27 miliardi di euro, ma oltre 15 servono per disinnescare le clausole di salvaguardia attivate in gran parte dallo stesso Governo Renzi. Perché la filosofia del “non fare oggi quello che si potrebbe fare domani” prima o poi ti rimette il conto. Il resto della manovra mette risorse sul pacchetto pensioni e sugli incentivi alle imprese. Gli sgravi fiscali per le assunzioni sono diventati un aiutino elettorale nel Sud Italia, l’abolizione di Equitalia (che cambia nome, ma non regole d’ingaggio) è solo uno spot per fare propaganda tra i cittadini.

Nella legge di bilancio per il 2017 non ci sono interventi strutturali per il rilancio dell’occupazione (come il taglio del cuneo fiscale), di sostegno ai giovani(sempre più sfiduciati o con la valigia in mano), e di riduzione della pressione fiscale(come la rimodulazione delle aliquote IRPEF).

Nella manovra italiana non ci sono le riforme di cui il Paese ha bisogno, forse ci sono i provvedimenti utili al Governo a vincere il referendum, ma non sarà certo con quello che usciremo davvero dalla crisi.

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/legge-di-bilancio-padoan-se-la-prende-con-leuropa-ma-il-problema-e-la-manovra-italiana-che-non

 

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