Decreto Fiscale: da Equitalia alle comunicazioni IVA, tutto ciò che c'è da sapere in 6 punti

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Un decreto legge contenente misure volte a modificare il rapporto tra i contribuenti e Fisco. Dopo la firma del Presidente delle Repubblica, Sergio Mattarella il decreto legge collegato alla legge di Bilancio 2017 è pronto per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Per quanto riguarda i provvedimenti,il pacchetto è molto ampio: si va dall’abolizione di Equitalia  alla conseguente rottamazione dei ruoli, passando per le novità riguardanti le comunicazioni dei dati IVA (e la lotta all’evasione in generale) la voluntary disclosure. Vediamo dunque quali sono le novità più importanti previsti dal decreto fiscale.

Decreto fiscale: Equitalia

A decorrere dal 1° luglio 2017 Equitalia non esisterà più. A gestire l’attività di riscossione sarà un ente pubblico economico, denominato “Agenzia delle Entrate-Riscossione”. A vigilare su di esso saranno il Ministro dell’Economia e delle finanze e l’Agenzia delle Entrate, il cui direttore diventerà anche Presidente del nuovo ente.

La suddetta Agenzia avrà il compito di gestire tutti i rapporti attivi e passivi precedentemente in mano ad Equitalia, acquisendo pieni poteri.

Per quanto riguarda lo spinoso nodo relativo ai lavoratori, i dipendenti di Equitalia con contratto a tempo indeterminato e in servizio alla data di entrata in vigore del decreto, verranno trasferiti in blocco al nuovo ente con la garanzia di mantenere la posizione giuridica ed economica maturata se supereranno una procedura di selezione e verifica delle loro competenze.

A partire dal 1° luglio inoltre, l’Agenzia delle Entrate comprerà il 49% delle azioni di Equitalia spa attualmente detenute dall’INPS. Considerando che ad oggi il pacchetto in mano all’ente guidato da Rossella Orlandi è pari al 51%, quest’ultimo diventerà l’azionista unico del nuovo ente. Equitalia Giustizia Spa passerà invece nelle mani del MEF.

Non si conoscono ancora i dettagli relativi al funzionamento e ai finanziamenti della nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione. I dettagli verranno stabiliti infatti nell’ambito di una convenzione triennale firmata da MEF e Agenzia delle Entrate nell’ambito della quale verranno stabiliti anche i servizi da effettuare e le strategie di riscossione da attuare.

Decreto Fiscale: la rottamazione dei ruoli

Con la chiusura di Equitalia si procederà parallelamente a rottamare a smaltire i ruoli pendenti.

I debitori con carichi inclusi in ruoli dal 2000 al 2015 potranno estinguere il proprio debito senza pagare:

- le sanzioni incluse in tali carichi;

- gli interessi di mora (4,13% annuo);

- le sanzioni e le somme aggiuntive dovute sui contributi previdenziali.

Si dovranno invece versare le somme affidate a Equitalia a titolo di capitale e interessi, quelle maturate a titolo di aggio sulle prime, il rimborso relativo alle spese per le procedure esecutive e per la notifica della cartella di pagamento.

Il pagamento potrà essere effettuato in unica soluzione o in quattro rate (sulle quali sono dovuti gli interessi del 4,5% annuo).

Occorre sottolineare inoltre che, contrariamente a quanto previsto, le multe da pagare in seguito alle violazioni del Codice della strada non sono incluse nel “condono” delle sanzioni. Tuttavia è stato stabilito un piccolo “sconto” sugli interessi e sulle maggiorazioni previste per i pagamenti in ritardo.

Da sottolineare che la rottamazione non avverrà automaticamente: ogni contribuente dovrà chiedere all’agente di riscossione di definire i propri carichi pendenti, presentando entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto fiscale, una dichiarazione redatta sul modello che verrà pubblicato a breve sul sito di Equitalia.

Una volta fatto, entro ulteriori 180 giorni, il contribuente riceverà una comunicazione contenente l’importo complessivo delle somme dovute e la scadenza (le scadenze se si paga a rate) entro le quali pagare. Le prime due rate saranno pari rispettivamente  a ⅓ della somma dovuta, la terza e la quarta a ⅙. Il limite massimo entro cui saldare il debito non potrà superare il 15 marzo 2018.

In caso di mancato o insufficiente pagamento dell’unica rata o di una delle quattro, la procedura di definizione andrà incontro a decadenza.

Potranno usufruire della nuova disciplina anche i soggetti che hanno già versato parzialmente, anche a seguito di provvedimenti di dilazione emessi da Equitalia, purché risultino adempiuti tutti i versamenti con scadenza dal 1° ottobre al 31 dicembre 2016.

Decreto fiscale: comunicazioni IVA e spesometro

Al fine di implementare i mezzi per contrastare l’evasione (il gap IVA ammonta a 40,2 miliardi di euro, in base all’ultimo rapporto allegato al Def), il 2017 sarà l’anno delle modifiche riguardanti le comunicazioni periodiche IVA.  Queste ultime non riguarderanno solo le fatture emesse e ricevute, ma anche i dati relativi all’Imposta sul Valore Aggiunto a credito e a debito. Il fine sarà quello di arrivare a scoprire l’esistenza di pagamenti mancanti da parte del contribuente che ha inviato le informazioni.

Gli adempimenti che i contribuenti titolari di partita IVA dovranno rispettare saranno totalmente modificati.

A cambiare saranno in particolare le nuove comunicazioni trimestrali che sostituiranno ufficialmente il tanto odiato spesometro.

In base a quanto stabilito, a decorrere dal 1°gennaio 2016, ogni tre mesi, ciascun contribuente dovrà presentare sia la comunicazione relativa ai dati delle fatture emesse e ricevute che quella riguardante i dati delle liquidazioni periodiche IVA.

La prima (vale a dire comunicazione delle fatture) dovrà contenere le seguenti informazioni:

  • i dati identificativi dei soggetti coinvolti nelle operazioni;

  • la data ed il numero della fattura;

  • la base imponibile;

  • l’aliquota applicata;

  • l’imposta;

  • la tipologia dell’operazione.

Nella comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA dovranno invece essere inclusi i dati riepilogativi delle liquidazioni periodiche dell’imposta sul valore aggiunto,  anche se a credito. Non cambiano invece le scadenze di pagamento dell’imposta dovuta in base alle liquidazioni periodiche effettuate.

Non dovranno presentare la comunicazione relativa alle liquidazioni periodiche i contribuenti passivi passivi non obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale IVA o all’effettuazione delle liquidazioni periodiche.

Coloro che non provvederanno a rispettare gli obblighi saranno soggetti a sanzioni variabili in base al tipo di violazione commessa:

- per l’omessa o errata trasmissione dei dati di ogni fattura, si prevede una  sanzione pari a 25 euro e fino a un tetto massimo di 25.000 euro. Non si applica il concorso di violazioni e la continuazione;.

- per l’omessa, incompleta o infedele comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA, ci sarà invece una sanzione variabile  da 5.000 a 50.000 euro.

Ulteriore novità sarà l’arrivo di un credito d’imposta di 100 euro per chi provvede all’adeguamento tecnologico relativo alla trasmissione dei dati e a 50 euro per l’invio delle fatture.

Sono invece state abolite le comunicazioni black list, mentre viene modificato il termine di presentazione delle dichiarazioni IVA che passa dal 1°febbraio al 30 aprile.

Decreto fiscale: la voluntary disclosure

Il decreto fiscale approvato dal Governo e firmato dal Presidente della Repubblica prevede la riapertura ufficiale della voluntary disclosure.

I contribuenti potranno sfruttare la possibilità di “dichiarare volontariamente  i beni e le attività che possiedono all’estero, accettando di pagare in un’unica soluzione le tasse evase e le sanzioni relative, godendo di uno sconto sulle sanzioni  a partire dalla data di entrata in vigore della nuova normativa e fino al 31 luglio del 2017. Si precisa però che alla nuova operazione non potranno partecipare i contribuenti che hanno già presentato istanza in precedenza.

Le regole saranno le stesse previste per la procedura effettuata l’anno scorso. I contribuenti avranno la possibilità di sanare le violazioni compiute fino al 30 settembre del 2017.

I termini di decadenza scadenti a partire dal 1° gennaio 2015 sono fissati al 31 dicembre 2018, ma solo ed esclusivamente per le attività che rientreranno nella collaborazione volontaria, limitatamente agli imponibili, alle imposte, alle ritenute, ai contributi, alle sanzioni e agli interessi relativi alla procedura per tutte le annualità e le violazioni oggetto della procedura stessa. Il termine è invece fissato al 30 giugno 2017 per le istanze presentate per la prima volta.

I contribuenti “che parteciperanno” saranno inoltre esonerati dalla trasmissione del quadro RW per il 2016 e, per la frazione del periodo d’imposta antecedente la data di presentazione dell’istanza, dalla indicazione dei redditi in UNICO, a condizione che però le stesse informazioni siano illustrate nella relazione di accompagnamento.

Sarà possibile pagare quanto dovuto entro il 30 settembre 2017. Da sottolineare che il testo del provvedimento non prevede l'aliquota forfait al 35%: al suo posto si utilizzano le aliquote progressive sui redditi. Per quanto riguarda lo spinoso nodo dei contanti, in base a quanto stabilito, se la procedura avrà come oggetto contanti o valori al portatore i contribuenti che aderiranno alla voluntary disclosure dovranno presentare, insieme all’istanza, una dichiarazione che attesti l’origine di tali valori, specificando che essi non siano detenuti in seguito a  condotte costituenti reati diversi da quelli previsti per la voluntary. Inoltre, entro la data di presentazione della relazione, i soggetti dovranno provvedere all’apertura e all’inventario in presenza di un notato che certifichi il contenuto di eventuali cassette di sicurezza contenenti i contanti o i valori oggetto di collaborazione. Inoltre si dovrà procedere al versamento dei contanti e al deposito dei valori al portatore presso intermediari finanziari abilitati.

Decreto Fiscale: centri di accoglienza

Le risorse per l’attivazione e la gestione dei centri di accoglienza per i migranti saranno incrementate di 600 milioni di euro. I Comuni che accolgono i richiedenti asilo saranno aiutati attraverso lo stanziamento di 100 milioni di euro per il 2016: sarà il ministero dell’Interno a decidere come distribuire le risorse fino a un massimo di 500 euro per richiedente asilo.

Decreto Fiscale: cinema

Il decreto prevede infine il potenziamento del tax credit per il cinema e l'audiovisivo.  Per il 2016 è stato stabilito l’aumento dei fondi destinati a ridurre le tasse per il cinema per 30 milioni di euro, che si vanno ad aggiungere ai 140 già previsti.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/decreto-fiscale-da-equitalia-alle-comunicazioni-iva-tutto-cio-che-ce-da-sapere-6-punti-1470366

 

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