MPS: piano industriale, esuberi, bilancio, sofferenze e aumento di capitale. Ecco il futuro della banca spiegato in 5 punti

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Il consiglio di amministrazione di Banca MPS ha scoperto le sue carte.In una riunione fiume durata tutto il giorno, ieri (24 ottobre) il CDA della banca senese ha approvato il piano industriale proposto dal nuovo amministratore delegato Marco Morelli, i risultati di bilancio al 30 settembre 2016, il piano di salvataggio che prevede la cessione delle sofferenze e l’aumento di capitale fino a 5 miliardi per rispettare le prescrizioni della BCE.

Il CDA ha anche indetto la prossima assemblea straordinaria dei soci, il 24 novembre, per il via libera al piano di rafforzamento del capitale da portare a termine entro la fine dell’anno. Slittato, probabilmente ad oggi, l’incontro con i sindacati che si sarebbe dovuto svolgere al termine del CDA: Morelli deve illustrare ai sindacati il piano di contenimento costi che prevede la chiusura di 500 filiali e 2.600 esuberi, per una riduzione della spesa per il personale del 9%.

Piano industriale di MPS

Il consiglio di amministrazione di MPS ha approvato all’unanimità il piano industriale della banca senese che si basa su quattro pilastri:

  • Piena valorizzazione della clientela attuale: accelerazione del processo di digitalizzazione.
  • Modello operativo rinnovato e forte focus sull’efficienza: è prevista la chiusura di 500 filiali MPS sul territorio e la riduzione del personale di 2.600 unità. Il costo dei dipendenti scenderà così di circa il 9% da 1,6 miliardi del 2016 a 1,5 miliardi nel 2019. La riduzione del personale avverrà mediante un turnover naturale e attraverso l’attivazione del Fondo di Solidarietà.
  • Gestione del rischio di credito radicalmente migliorata: il processo automatizzato di erogazione del credito ai clienti aumenterà al 70% nel 2019 (dal 20% nel 2016) e per il segmento dedicato alla PMI al 50% (dal 15% nel 2016). Inoltre, la divisione commerciale di MPS sarà dotata di nuovi strumenti avanzati di analisi della clientela ai fini di valutarne il rischio e identificare la migliore offerta di prodotti.
  • Rafforzata posizione patrimoniale e di liquidità: grazie alla cessione dei crediti in sofferenza e al miglioramento della gestione del rischio, MPS prevede una crescita del CET1 ratio (il parametro utilizzato per valutare la solidità di una banca) dall’11% del 2016 al 13,5% del 2019.

Nel complesso, il piano industriale di MPS, puntando su questi quattro pilastri prevede: un ritorno all'utile nel 2018 (intorno al miliardo di euro) da migliorare a 1,1 miliardi nel 2019; i ricavi in aumento del 5% dai 4,3 miliardi del 2016 ai 4,5 del 2019; i costi operativi in calo dell'8% dai 2,4 ai 2,2 miliardi, le rettifiche sui crediti più che dimezzate da 1,5 a 0,5 miliardi.

imagehttps://www.mps.it/media-and-news/comunicati/ComunicatiStampaAllegati/2016/2016_10_25_BusinessPlan_ITA.PDF https://www.mps.it/media-and-news/comunicati/ComunicatiStampaAllegati/2016/2016_10_25_BusinessPlan_ITA.PDF

Il piano industriale rivela che l’Istituto centrale delle banche popolari italiane ha presentato un'offerta da 520 milioni per i servizi di pagamento elettronici di MPS e che il CDA ha deciso di trattare l’operazione in via esclusiva fino al 31 dicembre 2016.

Piano di salvataggio di MPS: cessione sofferenze

Il CDA ha anche tolto il velo sul piano di salvataggio per MPS, da concludersi, come già annunciato, entro la fine dell’anno. Il piano è costituito da due fasi: la cessione di 27,6 miliardi di sofferenze lorde e un aumento di capitale fino a 5 miliardi il cui importo è legato all’ipotesi di conversione volontaria dei bond subordinati e altre incognite. 

Fase 1: cessione delle sofferenze tramite cartolarizzazione ad un prezzo di circa 9,1 miliardi, ovvero il 33% del valore lordo. Le coperture sono state così individuate:

  • tranche senior: MPS chiederà l’assistenza della GACS (Garanzia cartolarizzazione sofferenze) per circa 5 miliardi, più un miliardo circa sottoscritto da MPS ed eventualmente da rifinanziare con una cedola a valore di mercato;
  • tranche mezzanine: sottoscritte dal fondo Atlante per circa 1,6 miliardi;
  • tranche junior: MPS prevede di assegnare l’ammontare residuo agli azionisti della banca, “mediante distribuzione della riserva sovrapprezzo azioni, costituita contestualmente all’operazione di aumento di capitale, al fine di ottenere il contestuale deconsolidamento del portafoglio di crediti in sofferenza da parte di Banca MPS”.

Piano di salvataggio MPS: aumento di capitale

La fase due del piano per la messa in sicurezza di MPS prevede l’aumento di capitale fino a 5 miliardi. L’importo definitivo dell’operazione dipenderà dalla risposta degli investitori a tre proposte di MPS: il riacquisto di bond da parte degli obbligazionisti(vincolato alla sottoscrizione di nuove azioni); il raggruppamento delle azioni per i soci (una ogni cento); la partecipazione di eventuali “cornerstone investors”, investitori disponibili ad acquistare una partecipazione significativa di MPS (tra questi, nei giorni scorsi, si è fatto il nome di Soros e Paulson).

Il piano di salvataggio di MPS precisa inoltre che JP Morgan e Mediobanca, insieme ad altre banche che ricoprono il ruolo di intermediari, hanno sottoscritto un accordo di garanzia per la sottoscrizione delle azioni di nuova emissione eventualmente rimaste non sottoscritteal termine dell’offerta sul mercato.

Risultati di esercizio al 30 settembre

Il Cda di ieri ha anche approvato il bilancio dei primi nove mesi del 2016 che registra una perdita di 849 milioni di euro, per le “rettifiche straordinarie su crediti di 750 milioni di euro contabilizzate nel terzo trimestre”. In calo anche ricavi e margine di interesse: al 30 settembre risultano a 3.417,5 milioni (-16,6%) rispetto allo stesso periodo del 2015; mentre il margine di interesse, pari a 1.519 milioni, cala dell'11,6%.

Le rettifiche su crediti pari a 2.020 milioni aumentano del 43%, gli oneri operativi ammontano a 1.929 milioni in calo dell'1,9%. In calo anche gli impieghi a 105 miliardi (-6,8%) e il Cet1 ratio che scende dal 12,11% di giugno all’11,49%.

Prossime tappe

Il CDA ha anche convocato, per il prossimo 24 novembre, l’assemblea per l’approvazione dell’operazione di salvataggio, con l’obiettivo di completare l’operazione di messa in sicurezza di MPS entro la fine dell’esercizio 2016. “Il completamento dell’operazione – precisa la nota della banca - è soggetto all’ottenimento di tutte le autorizzazioni regolamentari e di vigilanza”.

L’assemblea straordinaria darà al consiglio di amministrazione il compito di portare a termine il piano di salvataggio. In prima battuta sarà necessario verificare quanti investitori, soci e obbligazionisti aderiranno all’operazione (alle proposte spiegate sopra) e in base a questo stabilire in maniera definitiva l’importo dell’aumento di capitale che dovrebbe comunque partire dopo il referendum del 4 dicembre.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/mps-piano-industriale-esuberi-bilancio-sofferenze-e-aumento-di-capitale-ecco-il-futuro-della-banca

 

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