Terremoto e legge di bilancio: le spese per la ricostruzione potrebbero portare allo scontro con Bruxelles

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Domenica 30 ottobre il Centro Italia è stato svegliato da una scossa di terremoto di magnitudo 6,5, come non si sentiva dai tempi del disastro dell’Irpinia. Nessuna vittima, per fortuna, ma danni ingentissimi ai paesi e al patrimonio culturale di Marche, Abruzzo e in misura minore del Lazio. Della Basilica di San Benedetto a Norcia, patrono d’Europa, sono rimaste solo macerie. Per molti paesi è stato il colpo di grazia finale dopo il terremoto del 24 agosto scorso, con migliaia gli sfollati obbligati a lasciare le case.

Una tale situazione di emergenza è riuscita a riportare, almeno apparentemente, all’unità la classe politica italiana, compatta nel chiedere la ricostruzione completa e rapida di tutti i paesi distrutti. Questo terremoto arriva in un momento molto delicato per la politica italiana ed è destinato a modificare il corso e le sorti della legge di bilancio.

Nella conferenza stampa post-sisma, il premier Renzi è stato chiarissimo: “L’Italia non avrà alcun riguardo per certe regole tecnocratiche che negherebbero l'idea stessa di identità del Paese e del territorio”. Nella manovra (che non è ancora arrivata in Parlamento nonostante il termine del 20 ottobre) il rapporto deficit/PIL è stato fissato al 2,3%, più alto del 2% indicato nella nota di aggiornamento al DEF e dell’1,8% accordato in primavera con Bruxelles.

La Commissione europea, infatti, ha inviato una lettera di richiamo all’Italia per avere maggiori chiarimenti circa le coperture una tantum della manovra, ma soprattutto sulle spese che giustificano uno scostamento tale dalle promesse. Il rapporto deficit/PIL al 2,3% è stato spiegato dal Governo con la necessità di far fronte alle spese per i migranti e quelle per la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto del 24 agosto scorso.

E le continue scosse di questi giorni come entreranno nella legge di bilancio? È possibile che il premier Renzi voglia alzare ulteriormente la quota di deficit/PIL destinata ai costi per la ricostruzione. La legge di bilancio resta quindi un cantiere aperto e rischia di portare l’Italia allo scontro con Bruxelles, già contraria al 2,3% attuale.A livello politico, però, la Commissione europea, di fronte ad un situazione di tale emergenza, non potrà che sostenere il Governo italiano altrimenti sarebbe tacciata di eccessiva rigidità burocratica facendosi una pessima pubblicità in tutta l’Unione.

Inoltre l’approvazione della legge di bilancio con le risorse aggiuntive per le spese legate al terremoto va di pari passo con la campagna elettorale per il voto al referendum costituzionale. Anche su questo fronte l’Europa è schierata dalla parte di Renzi, contro i “populismi”, e non potrà fare altro che permettere al premier di finanziare con tutte le risorse necessarie le spese per la ricostruzione.

Legge di bilancio e spese “straordinarie”

Al momento in cui scriviamo non abbiamo ancora una versione ufficiale della legge di bilancio, nonostante la scadenza fissata al 20 ottobre. Il Governo ha però confermato che il rapporto deficit/PIL è fissato al 2,3%, cioè 0,4% di sforamento rispetto agli accordi presi in primavera con Bruxelles.

Ad alzare l’asticella hanno contribuito due emergenze: quella per l’arrivo dei migranti e quella legata al terremoto e alla devastazione che ha colpito i paesi del Centro Italia. Nell’ultima versione della legge (è stata modificata diverse volte nelle ultime settimane) il Governo ha stanziato 4,8 miliardi di euro per la ricostruzione: circa 3,5 miliardi per la ricostruzione degli edifici privati e di circa 1 miliardo per quelli pubblici a cui si aggiungono i 300milioni stanziati subito dal decreto legge, relativo agli interventi di riparazione, ricostruzione e assistenza alla popolazione colpita dal terremoto del 24 agosto, già entrato in vigore. nella manovra entrano anche nuovi sconti per la messa in sicurezza degli edifici: non più solo ecobonus e bonsu ristrutturazioni, nel 2017 ci saranno anche i bonus sismici che copriranno fino all'80% delle spese.

In queste ore il Tesoro e Palazzo Chigi, in collaborazione con la Protezione civile e i sindaci delle zone interessate, stanno quantificando i costi in più per e la presa di posizione del premier, che ha promesso la completa riscostruzione dei paesi, fa intravedere l’intenzione di allargare i finanziamenti del capitolo “emergenze”.

Per oggi (31 ottobre) è in programma il Consiglio dei Ministri che dovrebbe prendere decisioni in merito e fornire ulteriori indicazioni, ma l’idea di alzare l’asticella del deficit/PIL rischia di complicare i rapporti, già tesi, con Bruxelles.

Legge di bilancio e via libera europeo

Sulla legge di bilancio italiana c’è una premessa da fare: la prima è che la legge di bilancio italiana è un’altra occasione mancata, un groviglio di bonus e mancette distribuite a piena mani e senza alcuna possibilità di risolvere i veri problemi di produttività, occupazione e povertà in Italia. Il Governo ha spostato il confronto con Bruxelles sul terreno dell’emergenza migranti e terremoto consapevole, in questo caso, di essere completamente dalla parte della ragione, ma nel complesso la manovra resta un pasticcio.

Per questo motivo, la bocciatura della legge di bilancio da parte della Commissione europea è un’ipotesi molto remota, per motivi soprattutto politici.

È probabile che accada come l’anno scorso: Bruxelles darà il via libera alla legge di bilancio italiana “con riserva” e poi se ne riparlerà in primavera. La cosa certa è che la Commissione non può mettere dei paletti al Governo mentre cerca di ricostruire paesi distrutti dal terremoto e un patrimonio artistico invidiato in tutto il mondo. Ciò fa buon gioco al premier che avrà carta bianca su una legge di bilancio che presenta notevoli carenze e criticità, ma sulle quali si dovrà chiudere un occhio in nome della situazione emergenziale e della solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto. Su questo, almeno, siamo tutti d’accordo.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/terremoto-e-legge-di-bilancio-le-spese-la-ricostruzione-potrebbero-portare-allo-scontro-con-1471825

 

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