L'industria della difesa militare degli Stati Uniti festeggia la vittoria di Trump

E-mail Stampa PDF

L’elezione di Trump come nuovo presidente degli Stati Uniti ha avuto effetti contrastanti sulle diverse compagnie statunitensi quotate in borsa, ed è interessante osservare come hanno reagito i produttori di armi leggere e i grossi produttori di armi pesanti che forniscono mezzi ed equipaggiamento per la difesa dei paesi.

Le aziende che producono armi leggere per i cittadini hanno fatto registrare ribassi significativi, mentre la reazione dei grossi contractor che sostengono l’industria militare è stata totalmente opposta e hanno salutato la vittoria del tycoon con rialzi che in alcuni casi hanno toccato punte del 7%.  

Come ricorda il Time, i produttori di pistole e fucili hanno avuto un momento felice sotto l’amministrazione Obama: la paura di una legislazione che rendesse più difficile l’acquisto di armi per la difesa personale ha spinto molti cittadini ad aumentare questa voce di spesa, ed è una cosa che è avvenuta con regolarità ogni volta che Obama, a seguito di gravi episodi di violenza causati dalle armi, ha promesso di fare qualcosa per regolarizzare in maniera più razionale questo tipo di business.

La sensazione è che con Trump non si corrano rischi particolari da questo punto di vista e quindi le persone non si sentono pressate nel dover precipitarsi nella loro armeria di fiducia. Si tratta quindi di un mero meccanismo psicologico indotto dalla scarsità o meno di un prodotto (un po’ come la corsa agli sportelli bancari indotta dalle aspettative che le banche presto non saranno più in grado di darci i nostri soldi).

Se i produttori di piccole armi incassano il colpo l’industria della guerra sembra molto più euforica. Le compagnie della difesa quotate in borsa hanno fatto registrare il 9 novembre tutti rialzi importanti, compresi tra i due e i sei punti percentuali. L’industria della difesa ha fatto registrare performance positive anche sotto Obama, nonostante abbia cercato di tenere gli States più a distanza dalle zone di guerra e ad evitare il più possibile confronti diretti, a differenza di quanto aveva fatto il suo predecessore George W. Bush. C'è però da dire che a questo non ha fatto fronte un ridimensionamento della spesa, che è apparsa fuori controllo e ha superato il budget 2016 fissato a 573 miliardi di dollari, mettendo in risalto sprechi che probabilmente si sarebbero potuti evitare.

Trump durante la sua campagna ha promesso di voler tornare a dare agli USA un profilo militare molto forte, e questo dovrebbe contribuire a rafforzare un’industria già molto solida. In particolare, Trump ha più volte ripetuto nei mesi scorsi di avere intenzione di aggiornare l’arsenale nucleare, ormai datato, e questo comprende tutti i mezzi usati per trasportare e lanciare le testate: sottomarini nucleari, bombardieri strategici nucleari e basi nucleari. Inoltre, la cura dimagrante imposta da Obama al Pentagono dovrebbe ormai fare parte del passato e si dovrebbe tornare su livelli di spesa considerati più normali. Pertanto, oltre a rinnovare la sua linea atomica, è atteso un ammodernamento dell’esercito che dovrebbe coinvolgere un po’ tutti i comparti.

Di seguito ci occuperemo dell’analisi tecnica di due tra le tante compagnie dell’industria bellica che escono vincitrici dalla vittoria di Trump: la Raytheon Company, uno dei maggiori produttori di missili e sistemi di precisioni al mondo, e la General Dynamics, un grande gruppo conglomerato specializzato nel comparto aerospaziale e in sistemi navali.

imageIl grafico mensile della General Dynamics ci fa notare che manca il throwback sui massimi del 2007. IBTimes Italia / XTB

Dal punto di vista tecnico parliamo di titoli praticamente gemelli, e pertanto ci limiteremo a riportare solo i grafici della General Dynamics. La prima cosa che notiamo è che entrambi i titoli si trovano sui massimi di sempre (questo in realtà vale non solo per Raython Company e General Dynamics ma per tutte le compagnie statunitensi dell’industria bellica quotate in borsa). E questo ovviamente lo possiamo vedere sul grafico mensile: dopo la crisi del 2008, che ha colpito anche le compagnie della difesa, i titoli di queste aziende hanno fatto registrare performance molto buone, in molti casi superiori anche al 100%. Un’altra cosa che si nota su questo timeframe è il mancato throwback sui massimi del 2007. Questo è un elemento importante che suggerisce un ribasso molto forte per i prossimi anni (prima di chiamare il ribasso bisogna però attendere segnali di inversione, che al momento sono assenti).

imageIl titolo General Dymamics, così come tutti i titoli dell'industria bellica statunitense, ha aperto un gap up sostenuto da buoni volumi con successiva rottura dei massimi precedenti IBTimes Italia / XTB

Sul timeframe giornaliero vediamo invece che di recente sono stati rotti i massimi di sempre: nel giorno della vittoria di Trump i titoli hanno aperto dei gap up supportati da buoni volumi e dalla rottura dei massimi precedenti, facendo pensare quindi a dei break-away gap. Quello che ci attendiamo nel breve periodo è un throwback sulla rottura dei massimi precedenti, ma non una chiusura totale del gap aperto il 9 novembre. Il trend rialzista dovrebbe quindi continuare nel medio periodo, anche se potremmo attenderci una leggera spinta alla lateralità. Essendo sui massimi storici è difficile poter individuare dei target al rialzo ma possiamo ipotizzare per Raython Company e General Dymanics dei prezzi obiettivo rispettivamente di 170 e 200 dollari per azione. Nel lunghissimo periodo rimaniamo però convinti che i titoli di Raython e General Dymanics (così come quelli delle altre compagnie legate all’industria militare) ripiegheranno sui massimi del 2007, rispettivamente sui 68 e 95 dollari per azione.

SEGUITE LE NOSTRE ANALISI ISCRIVENDOVI AL CANALE YOUTUBE E AL CANALE FACEBOOK

imageTrump durante la campagna elettorale mentre parla sulla corazzata USS Iowa REUTERS/Lucy Nicholson

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/lindustria-della-difesa-militare-degli-stati-uniti-festeggia-la-vittoria-di-trump-1473851

 

Menu Principale

Risorse Utili


Articoli correlati

Purtroppo non ci sono articoli correlati