Cannabis libera: arriva (forse) la svolta con due emendamenti alla legge di bilancio. Ecco cosa prevedono

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Potrebbe essere un emendamento correttivo inserito all’ultimo minuto nella legge di bilancio a rappresentare la svolta per la cannabis libera in Italia. Mentre la proposta di legge a firma Roberto Giachetti, l’unica della storia repubblicana ad avere portato il tema della legalizzazione della cannabis in discussione in parlamento, rimbalza tra l’aula e le commissioni, c’è chi tenta di fare il colpaccio inserendo un emendamento direttamente nella manovra, assicurandone così l’approvazione entro fine anno.

Gli audaci firmatari sono i due deputati Giovanni Paglia e Daniele Farina (Sinistra Italiana – Sinistra, Ecologia e Libertà) che propongono una ricetta semplice: coltivazione e vendita della cannabis sotto monopolio statale e utilizzo delle entrate fiscali per la lotta alla povertà e per il sostegno alle zone terremotate.

Emendamenti alla manovra per la cannabis libera

I due emendamenti, presentati da SI-SEL, sono stati ritenuti ammissibili dalla commissione Bilancio della Camera che sta esaminando la manovra per il 2017 e prendono le mosse da una proposta di legge presentata, dagli stessi deputati, il 23 marzo 2015.

I correttivi aggiungono un articolo alla legge di bilancio che dà il via libera anche in Italia alla coltivazione, lavorazione e vendita di cannabis sotto però, il regime di monopolio di Stato, come accade per il tabacco.

Sarà l’Agenzia delle dogane e dei monopoli “a seguire direttamente tutte le fasi di lavorazione della cannabis conferita, nonché di concedere all’interno del territorio nazionale licenza di coltivazione della cannabis per l’approvvigionamento dei siti di lavorazione indicati dalla Agenzia”.

Al Ministro dell’Economia invece, spetterà indicare “le modalità di concessione delle licenze di coltivazione della cannabis, le modalità di acquisizione delle relative sementi e le procedure di conferimento della lavorazione dei suoi prodotti derivati, determinando annualmente la specie della qualità coltivabile, le relative quantità e stabilendo il prezzo di conferimento; le modalità di immissione sul mercato; il livello delle accise; il livello dell’aggio per la vendita al dettaglio, e le relative modalità di riscossione e versamento, nonché il prezzo di vendita al pubblico del prodotto”.

Sottoporre la vendita della cannabis al Monopolio di Stato significa veicolare nelle casse statali nuove risorse provenienti dalla tassazione. Secondo i due emendamenti presentati, le maggiori entrate andranno spese per alimentare il Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale  e per la creazione di un altro Fondo destinato alla ricostruzione dei paesi colpiti dal terremoto e per l’assistenza di famiglie e imprese del territorio.

A che punto siamo con la legge per la liberalizzazione

Il 25 luglio 2016, per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana, il parlamento ha iniziato la discussione su una proposta di legge che prevede la legalizzazione della cannabis, l’uso personale e la creazione di “Cannabis social club”. Dopo anni di battaglie radicali, con Marco Pannella sempre in prima linea, e appelli di artisti e movimenti di cittadini, anche la politica italiana si è interrogata sulla necessità o meno di rendere legale uno dei più grandi business del mondo, lasciato finora in mano alla malavita organizzata.

Il disegno di legge “in materia di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati” si basa su due principi fondamentali: il possesso personale e l’autocoltivazione, a cui si aggiunge una serie di semplificazioni per l’utilizzo terapeutico, già previsto in molte regioni d’Italia. In caso di approvazione diventerà legale la detenzione per uso ricreativo fino a 5 grammi di cannabis, o 15 grammi in casa. Coloro che consumano cannabis potranno coltivare sul terrazzo o nel giardino fino a un massimo di 5 piante, senza bisogno di chiedere autorizzazioni, ma solo inviando una comunicazione.

La proposta di legge prevede anche la nascita dei “Cannabis social club”, un'associazione di massimo 50 membri maggiorenni che potranno consumare i prodotti di 5 piante a testa. Il consumo di cannabis resterà vietato in tutti i luoghi pubblici, sia al chiuso che all’aperto: sarà possibile fumare sono in casa o nei social club.

Il DDL, che ha iniziato il suo iter a luglio, ha come primo firmatario il deputato PD Roberto Giachetti, ma è stato portato in Parlamento grazie all’impegno di Benedetto Della Vedova che ha creato l’intergruppo per la cannabis legale raccogliendo consensi trasversali.

Il suo iter però, è tutto in salita. Il disegno di legge è stato sommerso da oltre 1.700 emendamenti che ne hanno rinviato la discussione a settembre. In questi giorni dovrebbe riprendere il suo iter davanti alle commissioni Giustizia e Affari sociali, ma la contrarietà dell’ala centrista, con Angelino Alfano e il ministro della Salute Beatrice Lorenzin accaniti avversari della legge, rende tutto più complesso.

Tra PD, M5S, qualche voto di Forza Italia e Scelta Civica, i numeri per approvare la legge dovrebbero essere sufficienti. Tutto dipende però, dalla posizione di Area Popolare che potrebbe mettere sotto scacco il Governo di Matteo Renzi minacciando di togliere il sostegno all’esecutivo.

Mentre la partita sul DDL resta in bilico, tutti gli occhi adesso sono puntati sui due emendamenti correttivi alla legge di bilancio che potrebbero far rientrare dalla finestra la cannabis libera con l’intento di sostenere il Fondo per la povertà e i territori terremotati.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/cannabis-libera-arriva-forse-la-svolta-con-due-emendamenti-alla-legge-di-bilancio-ecco-cosa-1474530

 

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