Regno Unito: 100 miliardi di buco in bilancio e altri 60 da versare all'UE. La Brexit presenta il conto

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Crescita mediocre per i prossimi anni, maggior inflazione e frenata degli investimenti: è questa l’eredità a breve termine lasciata dal referendum del 23 giugno scorso sulla Brexit. L’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, che secondo i sostenitori avrebbe spinto l’economia, in realtà sta presentando un conto molto salato alle casse della Regina.

La prossima settimana sarà presentato l’Autumn Statement che dovrà evidenziare un importante divario tra le previsioni, pre-Brexit, del marzo scorso e quelle attuali. Secondo le stime il costo della Brexit per il Tesoro sarà di 100 miliardi per i prossimi cinque anni.

Questo buco di bilancio sarà, almeno in parte, compensato dai minori versamenti da fare al bilancio dell’Unione europea. Prospettiva però, che si realizzerà soltanto nel medio-lungo termine. Funzionari europei infatti, stimano che prima di lasciare l’UE, il Regno Unito dovrà ancora sborsare una cifra intorno ai 60 miliardi di euro per coprire gli obblighi di bilancio dei Paesi membri.

Bilancio UK: 100 miliardi di buco

Il Financial Times spiega che l’Office for Budget Responsibility (OBR), cioè l’ente indipendente che analizza la politica fiscale ed economica del governo britannico, a breve pubblicherà l’edizione autunnale delle previsioni con una “crescita economica mediocre fino al 2020, una maggiore inflazione, gli investimenti delle imprese più deboli del previsto che collaborano a rallentare i ricavi per l'erario”.

Il cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, sta elaborando le sue previsioni economiche d’autunno che dovranno prendere atto delle prime conseguenze dell’uscita del Regno Unito dall’UE. I sostenitori della Brexit, che promettevano risparmi consistenti grazie all’addio all’Unione, almeno nel breve-medio periodo saranno smentiti.

George Osborne, predecessore di Hammond, nelle previsioni di primavera aveva annunciato un avanzo nel 2019-2020, ma con il referendum sulla Brexit la situazione è notevolmente cambiata. Secondo il Financial Times, Hammond la prossima settimana sarà costretto ad ammettere il più grande rallentamento dell’economia inglese dal 2011 e a rivedere le previsioni economiche dei prossimi anni. Frenata degli investimenti e minor crescita significano minori entrate per le casse dello Stato che si troverà con un buco da 100 miliardi.

La tegola in arrivo sulla testa del Primo Ministro Theresa May è confermata anche dalle stime di Morgan Stanley che parla di 98 miliardi di sterline mancanti nei prossimi cinque anni per finanziare deficit di bilancio e spesa: 80 miliardi di gettito fiscale mancante e 18 miliardi di prestiti per finanziare gli investimenti nell’economia.

Gli analisti della banca d’affari accusano del peggioramento delle previsioni economiche “le conseguenze della Brexit, l'invecchiamento della popolazione e il rallentamento della migrazione". Per questi motivi prevedono un taglio delle stime di crescita in linea con la Banca d’Inghilterra e un rallentamento degli investimenti da parte delle imprese spaventate dalla Brexit. La banca d’affari precisa, inoltre, che questa è la stima più cauta: “Considerando le nostre ipotesi di crescita più pessimistiche, ci aspettiamo un aumento del deficit di 117 miliardi nello scenario base oppure di 160 miliardi in caso di stimoli”.

Bilancio UE: un conto da 60 miliardi

I sostenitori della Brexit hanno puntato molto sui risparmi di cui il Regno Unito avrebbe goduto una volta fuori dall’Unione europea e quindi dall’obbligo di partecipare al bilancio dell’UE. Ma anche su questo punto, i benefici dell’addio arriveranno soltanto nel lungo termine. Un diplomatico europeo, secondo quanto racconta Politico, ha spiegato che il Regno Unito dovrà comunque onorare gli impegni di bilancio presi in precedenza del voto sulla Brexit e quindi dovrà pagare tra i 55 e i 65 miliardi di euro prima di sbattersi alle spalle la porta d’ingresso dell’Unione.

Il Governo del Regno Unito infatti si è impegnato, per quanto riguarda il bilancio pluriennale UE 2014-2020, a contribuire al pagamento delle pensioni per i funzionari dell’Unione, a versare la sua quota per le infrastrutture, per il piano sull’agricoltura e al piano Juncker per gli investimenti.

Fonti europee spiegano che il Regno Unito potrà rinegoziare la quota da versare al bilancio UE, ma dovrà comunque onorare gli impegni presi, altrimenti l’Unione potrebbe rivolgersi alla Corte internazionale di giustizia.

A quanto pare quindi, almeno fino al 2020 il Regno Unito dovrà continuare a sborsare risorse per il bilancio dell’Unione. Il primo Ministro May non ha ancora attivato l’articolo 50 del Trattato UE che prevede l’uscita di un paese membro, ma ha promesso che lo farà entro il marzo 2017. I due anni di negoziati scadranno quindi a marzo del 2019 poco prima dell’approvazione del nuovo piano pluriennale di bilancio. Volgendo lo sguardo sul lungo periodo non è possibile prevedere cosa accadrà all’economia del Regno Unito fuori dall’UE, ma guardando al prossimo futuro il conto della Brexit sembra molto salato. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/regno-unito-100-miliardi-di-buco-bilancio-e-altri-60-da-versare-allue-la-brexit-presenta-il-conto

 

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