Referendum costituzionale, sondaggio: No in vantaggio, ma agli italiani la riforma piace

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Agli italiani la riforma costituzionale piace, ma quello che non piace è il Governo Renzi, per questo motivo voteranno No al referendum del 4 dicembre. Sono questi i due principali elementi che emergono dal sondaggio Cise-Sole 24 Ore fatto sulle intenzioni di voto degli italiani.

In realtà emergono anche altri dati interessanti, come la prevalenza del No tra i giovani e al Sud, e il fatto che la maggioranza degli italiani confessino di conoscere poco la riforma sulla quale stanno per andare a votare. Complessivamente però il sondaggio vede la prevalenza di indecisi e astenuti al 37%, seguiti dal No al 34% e del Sì che si ferma al 29%.

Agli italiani la riforma costituzionale e quella elettorale piacciono

La riforma costituzionale, o meglio alcuni dei suoi principi, hanno colpito in senso positivo gli italiani. Secondo il sondaggio del Sole 24 Ore il 57% è d’accordo sul fatto che la maggior parte delle leggi possa essere approvata solo dalla Camera, quindi l’abolizione del bicameralismo perfetto. Sale all’83% la percentuale di coloro che concordano sul fatto che il Governo possa chiedere alla Camera di votare entro tempi certi le leggi in discussione. Qualche perplessità invece, è stata registrata sul trasferimento di alcune competenze dalle Regioni allo Stato.

Ma anche la nuova composizione del Senato piace agli italiani, così come la riforma elettorale. L’80% degli intervistati dal Cise-Sole 24 Ore si dice abbastanza o molto d’accordo sul fatto che la riforma elettorale permetta agli elettori di scegliere direttamente il presidente del consiglio così come già avviene per i sindaci.

Ma non piace il Governo Renzi

Riforma costituzionale e Italicum piacciono agli italiani, ma il problema di Matteo Renzi è che il suo Governo non piace agli elettori. Secondo il sondaggio infatti, il 61% dà un giudizio “abbastanza o molto negativo” sull’esecutivo di Renzi, elemento che finisce per far prevalere i No al referendum.

In pratica la maggioranza degli intervistati hanno dichiarato di apprezzare in tutto o in parte la riforma costituzionale, ma allo stesso tempo hanno confessato che il 4 dicembre voteranno No per dare uno schiaffo al premier Renzi di cui non hanno condiviso l’operato. Nonostante i tentativi di tornare indietro, ormai la personalizzazione del referendum è cosa assodata e il premier da qui al 4 dicembre non riuscirà a spezzare il legame tra voto referendario e giudizio sul Governo.

Gli elettori non conoscono la riforma

Un dato interessante quanto inquietante è quello che riguarda il grado di conoscenza della riforma da parte degli elettori. Il 60% degli intervistati dal Sole 24 Ore confessa di conoscere “poco o affatto” la riforma costituzionale proposta dal Governo Renzi. Un dato troppo alto per una riforma che, se dovesse passare, andrà a modificare 40 articoli della Costituzione italiana, la legge fondamentale su cui si basa la Repubblica.

Questo dato comunque spiega anche il motivo per il quale prevale la percentuale di elettori che annunciano di votare al referendum in base al proprio giudizio sull’operato dell’esecutivo e non sul merito della riforma costituzionale.

No in vantaggio tra giovani e Sud

Altro aspetto su cui riflettere sono età e collocazione geografica degli elettori.Il No risulta essere in vantaggio in tutte le classi di età fino a 64 anni e in particolare stacca di 20 punti il Sì tra gli under 45. Al contrario il Sì risulta ampiamente in vantaggio tra coloro che hanno più di 65 anni e che, buon per Renzi, sono quelli più presenti alle urne.

Anche al Sud prevale nettamente il No come voto di protesta nei confronti del Governo che non ha affrontato con decisione il problema della crisi economica e della disoccupazione. Ieri il premier ha annunciato la prosecuzione degli sgravi fiscali per le assunzioni a tempo indeterminato nelle regioni del Sud Italia (mentre cessano nel resto del Paese), sarà un caso?

Tutto dipendente dall’incognita affluenza

Ma Roberto D’Alimonte, esperto di sistemi elettorali e collaboratore del Sole 24 Ore, giustamente si chiede su tutti i contrari alla riforma andranno davvero a votare. In queste situazioni infatti, l’affluenza è la discriminante cruciale per la vittoria. Secondo D’Alimonte “se tutti quelli che hanno dichiarato di voler andare a votare il 4 dicembre lo facessero veramente la vittoria del Sì sarebbe molto difficile”.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/referendum-costituzionale-sondaggio-no-vantaggio-ma-agli-italiani-la-riforma-piace-1474775

 

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