Decreto fiscale: passa la fiducia. Ecco le novità definitive in 4 punti

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Il Parlamento approva il decreto fiscale su cui il Governo Renzi ha posto la sua 61esima fiducia. Sono quattro le principali novità che il decreto fiscale introdurrà a partire dal primo gennaio 2017: la rottamazione delle cartelle Equitalia, l’abolizione di Equitalia come ufficio di riscossione, nuova Voluntary disclosure e le modifiche alle comunicazioni IVA e allo spesometro.

Dopo l’approvazione di oggi, resta da attendere soltanto la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione, che nel passaggio alla Camera ha apportato al testo originario significative modifiche.

Ecco in breve le novità contenute nel decreto fiscale approvato oggi in via definitiva dal Parlamento.

Abolizione di Equitalia

Il Governo ha deciso di abolire la famigerata Agenzia Equitalia, l’ente privato per la riscossione dei debiti dei contribuenti. A partire dal primo luglio 2017, Equitalia non esisterà più, è ufficiale. Ma tutte le sue funzioni passeranno ad un nuovo ente pubblico sotto il controllo dell’Agenzia delle Entrate che istituirà l’”Agenzia della Riscossione”.

Il vero nodo della faccenda però non è ancora stato sciolto. Equitalia agiva in base a “regole d’ingaggio” stabilite dal Governo tramite il Ministero dell’Economia. Se le regole d’ingaggio restano le stesse, alla fine, sarà cambiata la scatola, ma non il suo contenuto. Questo “dettaglio” sarà chiarito soltanto in un secondo momento.

Rottamazione cartelle

L’ultimo passaggio del decreto fiscale ha modificato i termini per la cosiddetta rottamazione delle cartelle di Equitalia. I debiti da rottamare non sono più quelli fino al dicembre 2015, ma fino al dicembre 2016. 

I contribuenti potranno rottamare i seguenti debiti: imposte, compresa l’IVA, tributi, contributi previdenziali e assistenziali. Escluse alla fine le sanzioni derivanti dalle violazioni del codice della strada anche se è previsto un piccolo “sconto” sugli interessi e sulle maggiorazioni previste per i pagamenti in ritardo.

I contribuenti dovranno pagare l’intero importo del debito a titolo di capitale, interessi e aggio, ma senza dover pagare:

  • le sanzioni;
  • gli interessi di mora (4,13% annuo);
  • le sanzioni e le somme aggiuntive dovute sui contributi previdenziali.

Il pagamento del debito potrà avvenire in cinque rate (e non più solo quattro come nella prima versione del testo), a luglio, settembre e novembre del 2017 e ad aprile e settembre del 2018 a patto che i versamenti del 2017 coprano il 70% della somma dovuta. La rottamazione delle cartelle non avverrà in modo automatico, i contribuenti dovranno chiedere di aderire all’opportunità entro il marzo del 2017.

Voluntary disclosure: fase due

Il decreto fiscale proroga anche la Voluntary disclosure, l’operazione di rientro dei capitali dall’estero per la regolarizzazione della posizione fiscale che lo scorso anno è servito al Governo Renzi per fare cassa. Il testo approvato oggi prevede la proroga fino al 31 luglio 2017 del termine per aderire alla Voluntary che prevede anche la possibilità di regolarizzare il possesso di contanti.

In pratica chi aderisce, pagherà le tasse, ma con uno sconto sulle sanzioni e sulla mora, e una sorta di condono sui reati connessi ad esclusione di quelli più gravi. Gli emendamenti approvati in Aula prevedono la possibilità di aderire alla sanatoria sui contanti anche per coloro che hanno già aderito lo scorso anno al rientro dei capitali dall’estero.

Tra l’altro, spiega il Sole 24 Ore, viene introdotta una “presunzione di imponibilità integrale” in base alla quale si ritiene (salvo prova contraria) che i contanti e i valori al portatore derivino da condotte di evasione fiscale e quindi da tassare nel 2015 e nei quattro periodi d’imposta precedenti.

Ritocchi alle comunicazioni IVA

Importanti novità anche sul fronte delle comunicazioni IVA, alcune fortemente criticate da professionisti e imprese. Il decreto fiscale infatti, modifica il calendario degli adempimenti che i titolari di partita IVA dovranno rispettare: cambiano soprattutto le nuove comunicazioni trimestrali.

Dal 2017 arrivano otto nuovi obblighi di comunicazione: quattro invii riguardano i dati di liquidazione dell’IVA e quattro il nuovo "spesometro" (i dati analitici delle fatture emesse). Per quanto riguarda le fatture l’obbligo di invio sarà soltanto semestrale (a differenza della prima versione del testo) per il primo anno di applicazione e altri due trimestrali.

La versione finale del testo prevede anche sanzioni diverse rispetto alle versioni precedenti: le sanzioni per omessa o errata trasmissione delle fatture andranno da mille a 2mila euro, mentre le sanzioni per omessa, incompleta o infedele comunicazione andranno da 500 a 2mila euro. In entrambi i casi le sanzioni sono ridotte del 50% se la trasmissione avviene nei quindici giorni successivi alla scadenza. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/decreto-fiscale-passa-la-fiducia-ecco-le-novita-definitive-4-punti-1475825

 

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