Banche: anche la Bank of England lancia l’allarme sul comparto italiano (e sul debito)

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Anche la Bank Of England nell’ultimo Financial stability report, pubblicato mercoledì 30 novembre, ha lanciato l’allarme sull’economia italiana indicando due principali criticità: la tenuta del sistema bancario e il debito pubblico.

Il rapporto della banca centrale d’Inghilterra, alle prese con le previsioni economiche del Regno Unito post-Brexit, considera anche il panorama economico internazionale indicando quali sono a livello globale i fatti che richiedono maggior attenzione. E su questo l’Italia si aggiundica diverse nomination.

La debolezza del sistema bancario

Nel capitolo che tratta del sistema bancario, l’Italia rientra tra i Paesi osservati speciali.

Secondo la BOE, nella zona euro restano “sfide sulla capacità di tenuta del sistema bancario”. “I rapporti tra il prezzo di mercato e il valore di bilancio sono molto bassi, anche in Italia, dove i tassi sui crediti deteriorati sono elevati rispetto alle coperture. L'incertezza su eventuali multe per la cattiva condotta del passato e le preoccupazioni per la redditività a lungo termine dei modelli di business gravano pesantemente sulle valutazioni di alcune banche del continente”.

Rispetto al precedente rapporto di luglio le banche in Europa, secondo la Bank of England, hanno messo a segno “un parziale recupero”. “Tuttavia, il rapporto tra prezzo di mercato e valore di bilancio resta in media significativamente più basso rispetto al 2015, in particolare in Germania e in Italia”. La situazione risulta particolarmente preoccupante in Italia dove le “sofferenze superano nel complesso gli accantonamenti” e la crescita dell’incertezza politica si riflette sul corso azionario delle ultime settimane.

Il rapporto dalla BOE fa eco all’articolo di qualche giorno fa del Financial Times secondo cui otto banche italiane sarebbero a rischio fallimento. L’allarme del quotidiano della City gira intorno al risultato del referedum costituzionale del 4 dicembre. Secondo FT, in caso di vittoria del No “fino a otto banche italiane in difficoltà saranno a rischio fallimento” perché l’incertezza che si creerà sui mercati scoraggerà gli investitori chiamati alle ricapitalizzazioni.

Nell’occhio del ciclone MPS, ma anche la Popolare di Vicenza, Veneto Banca,  Carige e le quattro piccole banche salvate l'anno scorso: Banca Etruria, CariChieti, Banca Marche e CariFerrara.

L’Italia e il problema del debito

Ma le magagne italiane non sono fatte di sole banche. Secondo il rapporto della Bank Of England l’economia del Belpaese resta (insieme al Portogallo) vulnerabile per la crescita del debito pubblico non compensato dall'anemica crescita del PIL. L’Italia potrebbe avere ulteriori problemi in caso di “rialzo dei costi di finanziamento del Governo o di un indebolimento delle prospettive di crescita, associato ad una riduzione del commercio mondiale”.

I rendimenti sui titoli di Stato di Italia e Portogallo, nota la BOE, sono saliti bruscamente dopo l'elezione di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti, “anche se attualmente restano ben al di sotto dei livelli osservati nel 2011-13”. Per la banca inglese “c’è anche il rischio che il referendum costituzionale italiano e una serie di prossime elezioni possano aumentare l'incertezza e mettere ancora più sotto pressione i rendimenti obbligazionari”.

Insomma il rapporto economico della Banca d’Inghilterra ha riservato all’Italia un posto privilegiato tra i Paesi maggiormente a rischio dell’Unione europea. E adesso tutti gli occhi sono puntati sul referendum.

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Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/banche-anche-la-bank-england-lancia-lallarme-sul-comparto-italiano-e-sul-debito-1477093

 

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