Statali: c'è l'accordo sullo sblocco dei contratti. Ma per 80 euro guadagnati, c'è il rischio di perderne altrettanti

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È stato trovato un accordo tra Governo e sindacati per lo sblocco dei contratti dei dipendenti statali. I lavoratori della pubblica amministrazione avranno un aumento dello stipendio di 80 euro di media e godranno dell’introduzione di un “welfare contrattuale” che andrà ad integrare le prestazioni pubbliche. Passato l’entusiasmo di una firma che smuove una situazione paralizzata da sette anni, ora è necessario passare dalle parole ai fatti, cioè dall’accordo generale ai decreti attuativi per metterlo in pratica.

E già emergono un paio di questioni delicate da risolvere. La prima è legata all’esito del referendum e gli eventuali scossoni politici legati al rapporto tra Governo e Regioni. I nuovi contratti degli statali infatti, dovranno passare per la conferenza Stato-Regioni e la riforma costituzionale protrebbe complicare le carte in tavolo facendo slittare i tempi per la contrattazione.

Il secondo nodo da sciogliere è quello più curioso. Ora Governo e sindacati dovranno trovare il modo di evitare che gli statali incassando 80 euro circa di aumento, vadano a perdere il diritto al bonus IRPEF di 80 euro introdotto dal Governo Renzi. Sarebbe davvero una barzelletta all’italiana.

Statali: una storia lunga 7 anni

Il contratto dei dipendenti statali è bloccato da circa sei anni, da quando nel 2010, il quarto Governo Berlusconi impose per decreto il blocco delle retribuzioni di circa 3,3 milioni di statali per i tre anni successivi. Non revocato dal Governo Monti, il blocco degli stipendi statali è stato rinnovato dall’esecutivo Letta fino alla fine del 2014. Il Governo Renzi, con il neo ministro per la Pubblica amministrazione Marianna Madia promise lo sblocco degli stipendi statali nelle legge di stabilità per il 2015, ma a settembre gelò i dipendenti statali dicendo che le risorse disponibili non erano sufficienti.

Così, dopo i ricorsi delle parti sociali è intervenuta la Consulta che, nel giugno scorso ha stabilito l’illegittimità del blocco degli stipendi dei dipendenti statali, ma senza azione retroattiva, elemento quest’ultimo che ha fatto risparmiare al Governo circa 35 miliardi di euro di rimborsi e 13 miliardi a regime.

Statali: arriva lo sblocco

La sentenza della Consulta ha riaperto la questione dei contratti statali, costringendo il Governo a tornare al tavolo con le parti sociali per trovare una soluzione. L’accordo sulle linee generali del rinnovo, arrivato nelle ultime ore, sembra finalmente aver sbloccato l’empasse.

Sono quattro i punti principali:

  • Relazioni sindacali: il Governo Renzi si impegna a rivedere il rapporto tra legge e contrattazione, "privilegiando la fonte contrattuale in tutti i settori".
  • Produttività e welfare: l’accordo quadro impegna il Governo a rimettere mano ai fondi per la contrattazione di secondo livello e al salario accessorio; a promuovere anche nel pubblico "una fiscalità di vantaggio per la produttività" e l’introduzione di un welfare integrativo, dai fondi pensione alla sanità.
  • Parte economica: i nuovi contratti prevederanno "aumenti non inferiori a 85 euro mensili medi". Nella contrattazione le parti valorizzeranno i "livelli retributivi che maggiormente hanno sofferto la crisi economica e il blocco della contrattazione".
  • Monitoraggio: l’accordo prevede che "gli effetti delle novità saranno sottoposti alla vigilanza delle parti". Il Governo intanto, "si impegna ad assicurare il rinnovo dei contratti" in scadenza.

80 euro: da una parte arrivano, dall’altra se ne vanno

Il primo problema da risolvere riguarda il bonus di 80 euro, lo sconto IRPEF introdotto dal Governo Renzi e valido per coloro che hanno una retribuzione fino a 26mila euro l’anno. Per quella fetta di dipendenti pubblici che si avvicina a questo limite, l’arrivo dell’aumento di circa 80 euro potrebbe far superare il limite dei 26mila euro e quindi far venire meno il bonus. La parti quindi sono state d’accordo sulla necessità di trovare una soluzione che tuteli le retribuzioni dei lavoratori garantendo che gli aumenti contrattuali siano validi per tutti e non vadano ad incidere sul bonus IRPEF di 80 euro. Ma sui costi per la soluzione del problema non è ancora stata trovata l’intesa: per evitare il “ti do 80 euro con una mano e te li tolgo con l’altra” secondo il Governo servono 150-180 milioni, mentre dai sindacati arrivano stime intorno ai 400milioni di euro.

Nonostante la firma dell’accordo quadro quindi, il confronto va avanti finché non saranno definiti tutti i dettagli. Perchè si sa che spesso, soprattutto in Italia, il diavolo si nasconde nei dettagli.

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/statali-ce-laccordo-sullo-sblocco-dei-contratti-ma-80-euro-guadagnati-ce-il-rischio-di-perderne

 

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