Un Natale al Sud: recensione del film cinepanettone con Massimo Boldi

E-mail Stampa PDF

Un Natale al Sud: Massimo Boldi torna nel genere che lo ha reso più popolare, il “ cinepanettone ”. Con lui nel cast di Un Natale al Sud si ripropone la formazione, con diverse sostituzioni, di Matrimonio al Sud, ritroviamo Biagio Izzo, Barbara Tabita, Paolo Conticini, Enzo Salvi, Debora Villa. New entry invece Anna Tatangelo, Paola Caruso e i giovanissimi YouTuber Simone Paciello e Riccardo Dose.

Sono loro due a innestare la trama di Un Natale al Sud, interpretano i figli adolescenti di due coppie conosciutesi in chiesa il 25 dicembre: il vigile Peppino ( Boldi) sposato con Bianca (Debora Villa) e Ambrogio (Izzo) nome lombardo ma cuore napoletano col sogno di diventare cantante neomelodico, la sua consorte è Celeste (Barbara Tabita). I quattro sono preoccupati per la vita sentimentale dei figli, entrambi fidanzati “on line” con Ludovica (Ludovica Bizzaglia) e Giulia (Giulia Penna) che hanno “incontrato” sull’app Cupido 2.0 una sorta di Tinder (la famosa applicazione di dating per cuori solitari). Per permettere ai ragazzi di conoscere finalmente dal vivo le possibili anime gemelle i genitori li mandano, a loro insaputa, in un villaggio pugliese (Il resort Canne Bianche di Fasano) per incontrarle, al raduno degli iscritti a Cupido 2.0. Decideranno però di seguirli finendo in un’intricata rete di passione che coinvolge anche la fashion blogger Eva ( Anna Tatangelo) l’influencer super vanesio Leo (Conticini) ispirato, a detta dell’attore alla conferenza stampa del film, all’imprenditore Gianluca Vacchi, la ballerina di burlesque Andrea (Paola Caruso) e l’autista Checco (Salvi). Di seguito il trailer di Un Natale al Sud.

Diretto dall’esordiente in regia Federico Marsicano, Un Natale al Sud tenta la carta dell'ammodernamento mettendo sul tavolo affollato dell’offerta natalizia 2016, che ha ben 4 cinepanettoni in arrivo, una commedia sentimentale social che coinvolge anche i quarantenni, adulti che faticano ad adattarsi al mondo on line. Lo spunto della sceneggiatura di Bompressi e Costella (tra le penne del successo Perfetti Sconosciuti) è anche buono il problema è tutto il resto.

Da dove partire? Si parla di Natale ma di natalizio c’è solo l’inizio e la fine, in totale cinque sei minuti, il resto sono mare e costumi da bagno. Tutto sommato questo non sarebbe un problema, l’importante è che si mantenga quello spirito comico dei cinepanettoni, e dove sta? Non c’è traccia, nemmeno un po’. Non sarebbe manco una questione di interpreti, perché Boldi ha un’esperienza del genere solidissima ma qui è un po’ parodia di se stesso, un po’ stralunato e decontestualizzato da tutto il resto. Gli altri attori, in particolari Izzo, Paolo Conticini, Debora Villa e Barbara Tabita, hanno le doti per far meglio ma rimangono striminziti in delle figurine comiche che non si staccano da un’idea di cinepanettone vetusta. Allora il problema principale sta nel meccanismo che dietro la patina del tema nuovo, la vetrina del 2.0 che ci ha invaso la vita, nasconde un comicità molto vecchia, stagnante, immobilizzata nel passato.

Corna, seni e glutei procaci, i peti roboanti e la battutina zozza che fa ridere alle scuole medie. Il demenziale, il grottesco e anche lo scorretto è più  che ben accetto nel cinema comico, il problema è che ciò che si vede in Natale al Sud non ha la forza per incarnare il registro del politicamente scorretto. Alla fine il nodo dei “mali” ricade sempre nel racconto, che non c’è. Mai. Un giustapporsi di gag una dopo l’altro che sviliscono anche i tentativi di avere ritmo e che incappa nella noia dovuta alla ripetizione. Ovviamente non mancano gli equivoci, prevedibili pure quelli, fino a un momento finale di “meta cinema” sigillo della totale improbabilità della trama.

Poi si tratta pur sempre di un film e un minimo di attenzione all’immagine farebbe piacere, qualità che invece non c’è, si viaggia sulla sciatteria di messinscena generalizzata. Qualcuno potrebbe obiettare che sono film fatti per far ridere e non per i cinefili, vero, ma sono anche pellicole che, molto probabilmente, vedranno tante persone e realizzate non con pochi soldi. Una maggior cura, anche estetica, sarebbe auspicabile e ben accetta. Risultato: un cine-panettone proprio non riuscito, che sa di troppo poco.

LEGGI ANCHE:

Film di Natale 2016 al cinema: guida alle uscite natalizie [In Aggiornamento]

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/un-natale-al-sud-recensione-del-film-cinepanettone-con-massimo-boldi-1477344

 

Menu Principale

Risorse Utili


Articoli correlati

Purtroppo non ci sono articoli correlati