BCE, Draghi prolunga il QE: ancora più soldi per i mercati finanziari

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Nella turbolenta settimana italiana post-referendum torna a riunirsi il board della BCE, nell'ultimo Consiglio del 2016, e ci sono novità importanti. Il programma di acquisti noto come quantitative easing continuerà oltre la sua scadenza, da marzo 2017 fino a dicembre 2017, ma per ottenere questa proroga Mario Draghi ha dovuto cedere sulla riduzione della quantità degli acquisti (anche se, a conti fatti, arriveranno sui mercati più soldi rispetto a quelli previsti, ovvero 540 miliardi invece di 480). 

Da aprile, infatti, la BCE acquisterà titoli per 60 miliardi al mese invece degli attuali 80 (a meno che, ovviamente, le condizioni dell'Eurozona non peggiorino: in tal caso la quantità potrebbe essere nuovamente aumentata). Non si tratta dunque di tapering, ovvero dell'inizio del programma di ritiro della BCE dai mercati, un concetto che Draghi non vuole nemmeno sentir nominare.

Cambiano anche alcune regole per venire incontro al fatto che i titoli acquistabili dalla BCE si stanno progressivamente estinguendo: la BCE potrà acquistare titoli con scadenza a partire da un anno (erano fino a 2 anni) e anche con un tasso inferiore al tasso sui depositi (finora a quota -0,40%).

Il programma resta comunque open ended, ovvero potrebbe proseguire anche oltre la nuova scadenza, e ciò potrebbe essere necessario per un motivo molto semplice: da quando il programma di acquisti è iniziato le cose per l’economia europea non sono cambiate molto. L’inflazione resta terribilmente lontana dall’obiettivo del “vicino, ma sotto il 2%”, il comparto bancario è nel bel mezzo di una tempesta e la crescita stenta a decollare, soprattutto in alcue aree dell’Unione (Italia compresa). 

Il quadro generale infatti, resta preoccupante.L’indice dei prezzi dell’area euro ha registrato un’accelerazione dal -0,2% annuo di aprile al +0,6% di novembre, ma è strettamente legato alle fluttuazioni dei costi dell’energia. Quella che si chiama “core inflation” (cioè quella che non tiene conto di beni soggetti a forte volatilità come energia e alimentari), al contrario, resta ferma allo 0,8% annuo e i prezzi dei beni industriali crescono soltanto di un timido 0,3% annuo. Insomma la situazione non può certamente soddisfare la BCE che, per spingere l’inflazione ha messo in campo un piano di politica monetaria ultaespansiva, senza, al momento ottenere i risultati sperati.

Alla fine del Consiglio della BCE sono state illustrate le previsioni economiche dello staff di Francoforte: la stima economica per il 2017 è salita di uno 0,1% all’1,7% (come nel 2016, stima confermata), mentre per il 2018 e il 2019 andrà all'1,6%. Per quanto riguarda l'inflazione, invece, l'istituto guidato da Mario Draghi si attende uno 0,2% nel 2016, dell'1,3% nel 2017 e dell'1,5% nel 2018 e dell'1,7% nel 2019 (ultimo anno dell'era Draghi).

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/bce-draghi-prolunga-il-qe-ancora-piu-soldi-i-mercati-finanziari-1478086

 

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