Popolare di Vicenza: Iorio lascia con le tasche piene. Ora tocca a Viola tentare la fusione con Veneto banca

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Sarà Fabrizio Viola, ex di MPS, a guidare la fusione tra Veneto Banca e la Popolare di Vicenza. Ieri è arrivato l’ok alla nomina di Viola alla guida della popolare veneta dopo l’addio di Francesco Iorio, ma è ormai scontato anche il suo sbarco alla guida della sorella. Il fondo Atlante infatti, rimasto con il cerino in mano di due banche bollite, che hanno fallito l’aumento di capitale e lo sbarco in Borsa, vuole giocarsi l’ultima carta, quella dell’integrazione.

Intanto l’ex amministratore delegato Iorio, arrivato alla Popolare di Vicenza per traghettarla in Borsa dopo il rafforzamento di capitale se ne va con la tasche piene, ma nessun risultato apprezzabile.

La disastrosa situazione della Popolare di Vicenza, non può certamente essere addossata a Iorio arrivato alla guida della banca veneta nel giugno 2015, ma è chiaro come il suo stipendio d’oro strida con i risultati ottenuti: l’aumento di capitale e la quotazione in Borsa sono stati flop clamorosi e per i soci della banca è stato un bagno di sangue. Comprensibile la loro rabbia nei confronti di chi non ha risolto, ma incassato. È sempre il vecchio problema del sistema bancario italiano: gli amministratori incassano stipendi con diversi zeri, ma nessuno è mai responsabile quando le banche finiscono sull’orlo del fallimento e le perdite ricadono sui soliti noti.

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Popolare di Vicenza: cambio al vertice

Fabrizio Viola è il nuovo amministratore delegato della Popolare di Vicenza. L’ex amministratore di Banca Montepaschi prende il posto di Francesco Iorio arrivato alla guida della Popolare veneta il primo giugno 2015, in sostituzione di Samuele Sorato dimessosi in aperto contrasto con il presidente Gianni Zonin.

Secondo la ricostruzione di Stefano Righi sul Corriere della Sera, per lasciare il posto in UBI banca e accollarsi la responsabilità di guidare la Popolare fuori dal pantano, Iorio si fece pagare un bonus di entrata di 1,7 milioni di euro. Quasi due milioni solo per mettere piede a Vicenza. A questi si aggiunge un contratto da 1,7 milioni lordi annui per un triennio.

Iorio è rimasto alla guida della Popolare di Vicenza per 18 mesi incassando 4,2 milioni di euro (stipendio più bonus di entrata). Il contratto prevedeva altri 18 mesi per un guadagno minimo di 4,2 milioni e massimo di 7,6 in caso di bonus o benefit. In queste ore di polemiche sulle cifre d’oro pagate dalla Popolare di Vicenza a Iorio, la banca fa sapere che l’ex amministratore prenderà una buonuscita compresa tra 1 e 1,5 milioni, una cifra “inferiore a quanto previsto dal contratto”.

Considerando comunque l’ipotesi minima (con buonuscita più bassa ed escludendo bonus, benefit) per 540 giorni circa di amministrazione Iorio avrebbe guadagnato oltre 9mila euro al giorno.

Il compito di Iorio in questi 18 mesi di amministrazione era di portare a termine l’aumento di capitale per evitare il fallimento della banca e accompagnarla in Borsa per imboccare il rilancio. Iorio fa le valigie senza aver ottenuto i risultati sperati: la banca resta in una crisi gravissima che ha coinvolto con pesanti perdite oltre 120mila soci.

Popolare di Vicenza: arriva Viola per la fusione

Confermata la nomina di Fabrizio Viola alla guida della Popolare di Vicenza e di Veneto banca. L’ex amministratore delegato di MPS avrà il compito di tirare davvero fuori dall’abisso le banche venete riportandole alla stabilità. L’unica strada che si intravede all’orizzonte è quella della fusione, così come indicato da Atlante.

Come abbiamo già raccontato, le due banche venete, arrivate sull’orlo del fallimento, nei primi mesi del 2016 hanno lanciato due aumenti di capitale, da 1 miliardo per Veneto banca e 1,75 miliardi per Vicenza. In caso di difficoltà sarebbe intervenuto Atlante, il fondo privato voluto dal Tesoro per aiutare le banche a liberarsi delle sofferenze e a portare a compimento le operazioni per il rafforzamento del capitale. Gli aumenti di capitale sono andati praticamente deserti e per evitare la risoluzione delle banche, il fondo Atlante è dovuto intervenire sottoscrivendo oltre il 90% di entrambe le operazioni diventando il primo azionista assoluto delle banche venete.

É naufragato così anche lo sbarco a Piazza Affari. Adesso Atlante si ritrova con in mano la patata bollente di due banche bollite che continuano ad accumulare sofferenze e perdite, e il fiato sul collo della BCE che chiede soluzioni. L’ipotesi quindi è quella del matrimonio ed eventualmente della creazione di una sorta di Bad bank per far fronte alle cause legali e alle richieste di risarcimento intentate dai soci.

In occasione della nomina di Viola, il presidente della Popolare di Vicenza, Gianni Mion ha detto: “Speriamo che lo studio interno sulla fusione sia pronto per metà dicembre anche se forse servirà un po' di tempo per farlo esaminare al nuovo amministratore delegato”. Nelle prossime settimane, prima della fine dell’anno, la Popolare di Vicenza e Veneto banca dovranno presentare un piano industriale e il nuovo amministratore Viola dovrà andare a Francoforte per discutere con la BCE del piano per la fusione.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/popolare-di-vicenza-iorio-lascia-con-le-tasche-piene-ora-tocca-viola-tentare-la-fusione-con-veneto

 

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