IMU e TASI: quale aliquota usare per il calcolo del saldo? Ecco la guida del Tesoro

E-mail Stampa PDF

Entro il prossimo 16 dicembre gli italiani sono chiamati alla cassa per il pagamento di IMU e TASI su immobili e terreni: si tratta del pagamento del saldo per le imposte relative al 2016.

Tra i principali problemi in cui inciampano i contribuenti chiamati alla cassa di IMU e TASI c’è l’aliquota da utilizzare per calcolare quanto dovuto. Essendo imposte comunali, infatti, la tassazione è decisa dall’amministrazione che ogni anno può ritoccare le aliquote variando così l’incasso.

In alcuni casi accade che l’aliquota con cui è stato pagato l’acconto entro giugno 2016 sia diversa da quella di dicembre e per questo motivo il contribuente dovrà calcolare l’eventuale conguaglio. Per cercare di fornire a contribuenti e professionisti alcuni chiarimenti sulle aliquote per il pagamento di IMU e TASI, il dipartimento Finanze del MEF ha pubblicato una sorta di guida con le risposte alle domande più frequenti.

Saldo IMU e TASI 2016: ecco quale aliquote usare

Il MEF ha risposto ad alcune domande frequenti per il pagamento di IMU e TASI. Ecco, in breve, le indicazioni fornite dal Ministero.

- Per il saldo di IMU e TASI, quali delibere occorre prendere in considerazione per calcolare l’importo? Il contribuente deve considerare la delibera del Comune nel quale risiede l’immobile a patto che sia stata adottata entro il 30 aprile 2016 e che sia pubblicata sul sito delle Finanze.

- Nel caso in cui non risulti alcuna delibera IMU e TASI pubblicata per l’anno 2016 sul sito delle Finanze, quali aliquote si devono considerare? In questo caso, il versamento del saldo di IMU e TASI deve essere calcolato sulla base delle aliquote in vigore nell’anno 2015, tenendo ovviamente conto delle nuove esenzioni introdotte con la legge di stabilità 2015.

- È valida la delibera del Comune pubblicata oltre il termine del 30 aprile? No, in questo caso resta valide l’aliquota utilizzate per il 2015.

- Nel caso in cui la delibera che fissa le aliquote IMU e TASI risulti approvata entro il termine di legge, ma pubblicata sul sito delle Finanze oltre la data del 28 ottobre 2016, è valida per il calcolo del saldo 2016? No, anche in questo caso le aliquote applicabili per l’anno 2016 sono quelle vigenti nel 2015, perché, precisa il MEF, “in materia di IMU e di TASI la pubblicazione delle delibere sul sito internet www.finanze.it entro il 28 ottobre di ciascun anno costituisce condizione per l’applicabilità delle stesse nell’anno di riferimento”.

- Se la delibera per il 2016 prevede l’aumento delle aliquote dell’IMU sia per l’abitazione principale di lusso sia per gli altri immobili, considerato il blocco degli aumenti dei tributi locali, si applicano le aliquote vigenti per l’anno 2015? Sì, la legge di stabilità dello scorso anno ha previsto “l’automatica sospensione dell’efficacia delle delibere che prevedono aumenti dei tributi rispetto ai livelli di aliquote applicabili per l'anno 2015”.

- Poniamo che la delibera introduca un’aliquota agevolata dell’IMU per gli immobili di categoria catastale C1 utilizzati direttamente dal possessore, ma, allo stesso tempo, aumenti quella relativa ad un’altra fattispecie. La delibera deve considerarsi nel complesso inefficace oppure il contribuente può beneficiare dell’aliquota agevolata? Il contribuente usufruisce dell’aliquota agevolata deliberata per i negozi in quanto l’atto deve considerarsi inefficace solo nella parte in cui dispone l’aumento. Sono, invece, fatte salve le restanti parti che non comportano alcun incremento delle aliquote.

- Se la delibera pubblicata sul sito delle Finanze stabilisce per il comodato un’aliquota dell’IMU più alta di quella vigente nel 2015. Come deve comportarsi il contribuente? Deve deve applicare l’aliquota agevolata vigente nel 2015. Le stesse considerazioni sono valide anche in merito agli immobili locati a canone concordato per i quali la legge di stabilità 2016 ha previsto, sia per l’IMU che per la TASI, la riduzione dell'imposta, determinata applicando l'aliquota stabilita dal comune, al 75%. Tale riduzione deve essere applicata, pertanto, sull’imposta calcolata tenendo conto dell’eventuale aliquota agevolata vigente nel 2015.

- Ipotesi: la delibera TASI per l’anno 2016 prevede l’applicazione ai cosiddetti fabbricati merce dell’aliquota dell’1 per mille, mentre nell’anno 2015 per gli stessi immobili il comune aveva disposto l’azzeramento dell’aliquota. In tal caso, la TASI deve essere versata per l’anno 2016? No, i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, anche per l’anno 2016, non devono essere assoggettati alla TASI.

- Il Comune per l’anno 2016 ha elevato l’aliquota dell’IMU dallo 0,76 per cento all’1,06 per cento, ma dalla lettura della delibera emerge che il comune si trova in una situazione di dissesto finanziario. Gli aumenti stabiliti sono applicabili considerato il blocco dei tributi per il 2016? In questo caso sì, sono validi anche i rincari. La legge di stabilità infatti, prevede espressamente che la sospensione dell’efficacia degli aumenti non operi per gli enti locali che deliberano il dissesto e il predissesto.

- In caso di mancata approvazione di una delibera per il 2016, e di conseguente applicazione delle aliquote vigenti per il 2015, deve essere considerata anche la maggiorazione TASI dello 0,8 per mille stabilita dal comune per l’ultimo anno? No, in questo caso la maggiorazione TASI dello 0,8 per mille vigente nel 2015 non è applicabile nel 2016 in quanto non confermata dal comune con espressa delibera.

Qui per leggere l'intera guida pubblicata dal Ministero delle Finanze sul pagamento del saldo di IMU e TASI.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/imu-e-tasi-quale-aliquota-usare-il-calcolo-del-saldo-ecco-la-guida-del-tesoro-1478008

 

Menu Principale

Risorse Utili