MPS: pronto lo scudo del Governo Gentiloni. L'intervento pubblico (con il burden sharing) è dietro l'angolo?

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Sono attualmente in corso la conversione dei bond MPS in azioni e l’aumento di capitale lampo da 5 miliardiper portare a termine il piano di salvataggio della banca senese. La strada però è ancora molto in salita e piena di intoppi tanto che lunedì sera in fretta e furia il Governo, riunito in Consiglio dei Ministri, ha iniziato a lavorare ad uno scudo da 20 miliardi (di debito pubblico) da utilizzare nel caso in cui la soluzione di mercato dovesse saltare e si rendesse necessario l’intervento dello Stato.

In questo scenario avverso la ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato dovrebbe essere fatta secondo le regole europee che implicherebbero la conversione forzosa dei 4,1 miliardi di bond subordinati di MPS. Se invece, tutti i tasselli di questo complesso piano riuscissero ad andare al loro posto e il risultato finale fossero i famosi 5 miliardi di euro di cui MPS ha bisogno, i vertici della banca, il Governo e i soci potrebbero tirare un bel sospiro di sollievo. E godersi questo regalo di Natale.

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Vediamo tutti i delicati passaggi.

Conversione bond in azioni MPS

Iniziata ieri (lunedì 19 dicembre) si chiuderà domani (mercoledì 21 dicembre) alle 12 la conversione dei bond MPS in azioni, mossa con cui la banca spera di recuperare circa 2 dei 5 miliardi di aumento di capitale necessari. Questo tassello è nelle mani dei 40mila piccoli obbligazionisti che detengono in portafoglio il titolo subordinato in scadenza 2018. Nei giorni scorsi, grazie ad un assist della Consob che ha chiuso un occhio sui profili di rischio dei risparmiatori, MPS ha riaperto la conversione nella speranza di riuscire ad abbassare l’importo dell’operazione.

In queste ore quindi i risparmiatori si stanno chiedendo quale sia la scelta più conveniente per le proprie tasche, una domanda alla quale è impossibile dare una risposta certa. Ad oggi il piccolo obbligazionista sta già perdendo il 50% sul prezzo dell’obbligazione (perché oggi vale 50, ma è stata emessa a 100) ed è quasi impossibile che riesca e recuperare il proprio investimento. Domani, dopo l’esito del risultato dell’operazione sapremo se questo tassello è andato al suo posto oppure se la conversione si è trasformata in un boomerang.

MPS e l’aumento di capitale

Il primo giorno di aumento di capitale non è stato accolto dal mercato nel migliore dei modi: il titolo ha chiuso a -11% toccando il minimo delle ultime 9 sedute. Secondo gli osservatori il primo giorno di aumento di capitale ha scontato l’incertezza sulla forchetta di prezzo indicato dal CDA per l’operazione. A causa dell’”impossibilità tecnica e operativa” nel definire il prezzo delle azioni MPS, la forchetta per l’aumento di capitale va da un massimo di 24 ad un minimo tecnico di un euro. Un range, troppo ampio, che il mercato non sembra aver apprezzato.

Per avere un quadro più chiaro e il prezzo finale delle azioni MPS è necessario aspettare la chiusura dell’aumento di capitale prevista per giovedì e il CDA che farà il punto sull’andamento dell’operazione.

Accordo con Atlante per la cartolarizzazione

Non ci dimentichiamo che l’aumento di capitale da 5 miliardi è contestuale alla cessione di quasi 10 miliardi di sofferenze nette (circa 28 miliardi lorde). Ieri sera all’ultimo tuffo è arrivato l’accordo con Atlante per la sottoscrizione della tranche junior della cartolarizzazione che in giornata sembrava destinata a saltare.

Quaestio (il gestore del fondo Atlante), che per salvare MPS si era impegnata a investire 1,6 miliardi di euro, ha espresso "forti perplessità sul term sheet", ossia il documento preparatorio del contratto, relativo al prestito ponte da 4,7 miliardi promesso da JpMorgan, Credit Suisse, Mediobanca e Hsbc. La reticenza di Quaestio che ha rischiato di far saltare l’intera operazione ha spaventato non poco la banca senese e messo ulteriormente sotto pressione il titolo a Piazza Affari. A fine giornata, però il nodo si è sciolto e Atlante ha firmato per la sottoscrizione della tranche junior della cartolarizzazione. Ma l’accaduto chiarisce quanto ogni passaggio dell’operazione sia delicato e appeso ad un filo.

MPS e lo scudo dello Stato

Proprio la precarietà dell’operazione ha spinto il neo premier Gentiloni ad intervenire in via precauzionale.Ieri sera, un Consiglio dei ministri lampo ha autorizzato il governo a chiedere al Parlamento (forse già domani), l'autorizzazione a aumentare il debito pubblico per reperire i 20 miliardi necessari per salvare il comparto del credito. I soldi andranno a pesare sul debito pubblico e non sul deficit. I 20 miliardi, spiega una nota di Palazzo Chigi, serviranno “per adottare misure aventi lo scopo di tutelare i risparmiatori qualora si materializzassero rischi nel settore finanziario” e in particolare per due finalità “una garanzia di liquidità per ripristinare la capacità di finanziamento a medio e lungo termine” e “per un programma di rafforzamento patrimoniale” nel rispetto delle regole UE. Nessuno del Governo l’ha messo nero su bianco, ma la destinataria numero uno di questa mossa è MPS.

La speranza del Governo è che la situazione si risolva secondo secondo le regole per mercato, ma in caso di naufragio del piano di salvataggio, lo scudo pubblico è pronto ad intervenire. Il Governo quindi si prepara al peggio, convinto, forse, che il peggio sia sempre più dietro l’angolo. Se giovedì pomeriggio la chiusura dell’aumento di capitale certificasse il fallimento del piano, lo Stato sarebbe costretto ad intervenire con una “ricapitalizzazione preventiva” che comporterebbe il burden sharing. (Leggi qui cos'è e cosa comporta).

Il timing è molto chiaro: mercoledì si chiude la conversione dei bond in azioni MPS; giovedì termina la finestra per l’aumento di capitale; per venerdì è in programma il CDA della banca e il consiglio dei Ministri per fare il punto della situazione, ma secondo indiscrezioni, in caso di necessità, il CDM potrebbe riunirsi già giovedì sera per varare il decreto. E a quel punto chissà cosa i soci di MPS si troveranno sotto l'albero di Natale. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/mps-pronto-lo-scudo-del-governo-gentiloni-lintervento-pubblico-con-il-burden-sharing-e-dietro

 

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