Carismi: salta l'aumento di capitale del fondo inglese. Il 2017 sarà cruciale per la banca toscana

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Niente di fatto con l’aumento di capitale della Cassa di Risparmio di San Miniato (Carismi): l’operazione di rafforzamento di capitale intimata alla banca toscana da Bankitalia dopo un pesante rosso registrato nel bilancio 2015 è fallita. E il tempo è scaduto, anzi, in realtà il tempo è scaduto da un pezzo. Negli ultimi mesi infatti le ipotesi per il salvataggio di Carismi sono state numerose; tutte le strade battute sono finite in un vicolo cieco e Bankitalia ha più volte rinviato la scadenza ultima per la messa in pratica del salvataggio.

L’ultima scadenza saltata è quella del 30 novembre, quando il fondo inglese PVE che aveva un accordo di esclusiva per la sottoscrizione dell’aumento di capitale da 160 milioni ha fatto un passo indietro lasciando Carismi sanza Cavaliere bianco.

Ora si parla di una soluzione da trovare nei primi mesi del 2017, forse già a gennaio, anche se fissare un’altra scadenza, così ravvicinata, sembra ormai poco credibile. Dopo il passo indietro del Fondo inglese sembrano essere tornati in ballo altri due protagonisti che si erano fatti da parte nei mesi scorsi; i colloqui con la banca e Bankitalia sono in corso, ma al momento non hanno dato frutti concreti. Intanto sul territorio dipendenti e parti sociali sono sul piede di guerra e chiedono alla Regione Toscana di aprire un tavolo per aiutare Carismi a trovare una “soluzione di mercato” che metta al sicuro il futuro dei dipendenti, già oggetto di una cura dimagrante.

I primi mesi del 2017 saranno cruciali, senza un investitore disponibile a sottoscrivere l’aumento di capitale di Carismi la banca rischia l’intervento di Bankitalia.

Cassa di Risparmio di San Miniato: un passo indietro

La Cassa di Risparmio di San Miniato, Carismi per gli amici, è una banca importante per l’economia del territorio toscano. Nel 2016 Bankitalia ha acceso i riflettori sui conti 2015 della banca da cui sono emerse perdite per oltre 67 milioni.

Dopo l’ultima ispezione di Bankitalia, Carismi ha dovuto svalutare 103 milioni di crediti e rettificare per 22,5 milioni della partecipazione del 20% detenuta nella Cassa di Risparmio di Volterra. L’azionariato della banca toscana è diviso tra la Fondazione Cassa di risparmio di San Miniato, che detiene poco più del 55%, Cattolica Assicurazioni con il 25% e altri soci che complessivamente hanno il 19,9%.

Già prima dell’estate è stato chiaro che Carismi avrebbe dovuto affrontare un rafforzamento di capitale.In realtà il piano era fatto di due fasi: in primis l’aggiornamento del piano industriale alla luce dei nuovi dati di bilancio e un nuovo aumento di capitale, il terzo degli ultimi quattro anni.

Il pessimo bilancio 2015 è il risultato della forte flessione dei risultati dell’attività finanziaria che ha perso il 60,4% per il taglio dei tassi d’interesse e dei titoli di Stato, e la modifica dei criteri di valutazione utilizzati da Bankitalia e promossi presso tutte le banche per allineare gli accantonamenti sui crediti deteriorati alle previsioni della BCE e infine, l’accontonamento di 5 milioni da versare al Fondo di risoluzione nazionale.

In positivo, nel bilancio 2015, il margine di intermediazione (+6,88%), i risparmi (i costi sono calati del 6,8%), il numero di clienti (cresciuti dell’1,3%), e il numero di mutui erogati (+76%).

L’aumento di capitale di Carismi

Era tutto nelle mani di PVE capital, il gestore di fondi alternativi con sede nel Regno Unito, ma fondato da un manager italiano.

Dopo qualche mese di trattative Carismi e il fondo hanno trovato un accordo per la sottoscrizione esclusiva dall’aumento di capitale da 160 milioni necessario alla banca per il rafforzamento di capitale chiesto da Bankitalia. Sottoscrivendo l’intero ammontare il fondo avrebbe preso in mano le redini della gestione e del controllo di Carismi.

L’ipotesi è saltata fuori sul fischio finale, dopo l’estate quando Bankitalia aveva fissato la scadenza per la banca per fare il nome di un cavaliere bianco. Trovato l’acquirente, il termine per portare a termine l’operazione, inizialmente fissato al 15 settembre, è stato poi spostato al 30 novembre.

Prima di PVE erano state batture anche altre strade. Per un attimo a San Miniato c’è stata la convinzione che il Salvatore della banca sarebbe stata la Popolare dell’Emilia Romagna, con cui Carismi aveva firmato un accordo di massima per la sottoscrizione dell’aumento di capitale. L’ipotesi però è presto tramontata. Insieme all’altro progetto alternativo, molto affascinante, ma poco praticabile di ricreare una sorta di Banca Toscana, storico istituto con sede a Firenze poi confluito nel calderone di MPS. Il piano passava per la fusione tra Carismi e CariPrato (quest’ultima da scorporare dalla Popolare di Vicenza) e la nascita di un nuovo polo toscano del credito, magari con sede principale nella città metropolitana di Firenze. Anche questo progetto però è saltato.

Così a fine estate, in ballo c’erano soltanto due proposte, quella del fondo inglese e quella di un hedge fund statunitense.Nonostante l’intesa per l’esclusiva, alla fine, il fondo PVE capital ha deciso di tirarsi indietro. Fonti vicine all’operazione dicono che il fondo avrebbe chiesto approfondimenti sul bilancio della banca che non sarebbero andati giù ai vertici di Carismi.

Qualunque sia la motivazione reale (nessuna spiegazione ufficiale è stata data sul passo indietro), fatto sta che Carismi deve ancora trovare qualcuno disposto a sottoscrivere 160 milioni di aumento di capitale. Impresa non da poco considerando la scarsa predisposizione, al momento, ad investire nelle banche italiane.

La lattina quindi viene calciata oltre la fine dell’anno. A quanto pare qualche investitori interessato è tornato a bussare alla porta di Carismi: la banca spera di chiudere un nuovo accordo nelle prime settimane del nuovo anno. Altrimenti sarà necessario l’intervento di Bankitalia e lì rischiano di essere dolori. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/carismi-salta-laumento-di-capitale-del-fondo-inglese-il-2017-sara-cruciale-la-banca-toscana-1479875

 

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