Marijuana: in commercio la cannabis terapeutica, ma che fine ha fatto la legge per la legalizzazione?

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Un risparmio di circa il 30%. Ecco cosa cambia per i pazienti italiani che usano la cannabis per alleviare i dolori di alcune patologie: con l’inizio della commercializzazione in Italia della cannabis cosiddetta “di Stato” non sarà più necessario importare, pagandolo di più, il prodotto dell’estero, in particolare dall’Olanda, il Paese europeo che ha fatto di questo business la sua fortuna.

Ma lì la cannabis non è soltanto terapeutica: l’Olanda con i suoi coffee shop, in cui si consuma cannabis a scopo “ricreativo”, attira turisti e appassionati da ogni angolo d’Europa. E in Italia, su questo fronte a che punto siamo? Il solito punto morto e la caduta del Governo Renzi non è certamente di aiuto.

Cannabis di Stato: chi, come, quando e perché

In Italia la prescrizione della Cannabis ad uso medico deriva dal Decreto ministeriale del 9 novembre 2015. Il Ministero della Salute spiega che i medici possono prescrivere una cura a base di cannabis per “l'impiego nel dolore cronico e di quello associato a sclerosi multipla e a lesioni del midollo spinale; nella nausea e vomito causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV; come stimolante dell’appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell’appetito in pazienti oncologici o affetti da AIDS e nell’anoressia nervosa; l’effetto ipotensivo nel glaucoma; la riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette”.

Il decreto del 9 novembre 2015 ha istituito al Ministero della Salute l’Organismo Statale per la cannabiscon le seguenti funzioni: autorizzare la coltivazione delle piante di cannabis da utilizzare per la produzione di medicinali di origine vegetale a base di cannabis, sostanze e preparazioni vegetali; individuare le aree da destinare alla coltivazione della cannabis; importare, esportare e distribuire sul territorio nazionale piante e materiale vegetale a base di cannabis, provvedere alla determinazione delle quote di fabbricazione di cannabis sulla base delle richieste delle Regioni e delle Province autonome.

In Italia la cannabis di Stato si produce a Firenze, nello stabilimento chimico farmaceutico militare. Il 18 settembre 2014 il Ministero della Salute e quello della Difesa hanno firmato un accordo per un progetto pilota per la produzione nazionale di sostanze e preparazioni di origine vegetale a base di cannabis. I primi lotti di Cannabis FM-2 sono ufficialmente in commercio dal 14 dicembre 2016 e dal mese di gennaio saranno presenti nelle farmacie italiane.

Il prodotto Cannabis FM-2 contiene il 5%-8% di THC e il 7,5%-12% di CBD, una concentrazione di principio attivo nettamente inferiore di quello presente nella cannabis che si trova “per strada”, utilizzata a scopo ricreativo. Dallo stabilimento fiorentino sono usciti 2.400 barattoli di cannabis terapeutica che saranno presto in commercio ad un prezzo poco inferiore ai 40 euro per un flacone da 5 grammi. Secondo le previsioni la produzione di cannabis alla fine del 2017 sarà arrivata a circa 100 chili. L’obiettivo dello stabilimento fiorentino però, è di riuscire, a regime, a coprire l’intero fabbisogno nazionale di cannabis terapeutica stimato in circa 300 chili. Ma non si dovrà puntare solo sulla quantità: a Firenze si dovranno coltivare anche altre varietà di cannabis terapeutica, più adatte a determinate patologie. La cannabis terapeutica si assume in due modi: si beve come un infuso oppure si inala con un vaporizzatore.Di solito i pazienti iniziano la terapia con due cartine da 25 milligrammi di cannabis al giorno.

Cannabis a scopo ricreativo: siamo ancora lontani

In Italia il dibattito sulla cannabis tiene banco da anni senza arrivare ad alcuna conclusione. Sdoganato finalmente l’utilizzo della cannabis a scopo terapeutico, qualche ingenuo ha pensato che i tempi fossero maturi anche per dare il via libera alla legalizzazione della cannabis a scopo ricreativo.

Dopo anni di battaglie radicali, con Marco Pannella sempre in prima linea, e appelli di artisti e movimenti di cittadini, anche la politica italiana ha iniziato a discutere della necessità di rendere legale uno dei più grandi business del mondo, lasciato finora in mano alla malavita organizzata. Così il 25 luglio 2016, per la prima volta nella storia della Repubblica italiana, il parlamento ha portato in discussione il disegno di legge “in materia di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati”  che prevede la legalizzazione della cannabis, l’uso personale e la creazione di “Cannabis social club”.

L’iter per l’approvazione del disegno di legge è però in salita. Così a novembre due deputati di SEL e SI hanno presentato due emendamenti alla legge di bilancio sperando di accelerare i tempi. Ma l’emendamento dal titolo “monopolio della cannabis e dei suoi prodotti derivati, nonché destinazione delle maggiori entrate all’emergenza sismica” che di fatto equiparava la cannabis al tabacco e destinava le maggiori entrate statali ai terremotati è stato bocciato da PD e Lega.

Tentativo fallito: l’unica strada percorribile resta quella del disegno di legge. Con la caduta del Governo Renzi però, il DDL è tornato a prendere polvere in un cassetto del Parlamento ed è difficile pensare che possa tornare in ballo prima della nuova legislatura. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/marijuana-commercio-la-cannabis-terapeutica-ma-che-fine-ha-fatto-la-legge-la-legalizzazione-1481103

 

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