Il design alle summer school. Intervista a Luisa Collina

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Il design alle summer school. Intervista a Luisa Collina

Una delle scuole maggiormente attive sul versante delle summer school è senza dubbio POLI.design, consorzio del Politecnico di Milano. La scuola è coinvolta attivamente nel progetto Milano Summer School, organizzato dal Comune di Milano, importante occasione di formazione nel periodo estivo. Luisa Collina è professore ordinario in Design al Politecnico di Milano e delegata dal Rettore su alcune tematiche tra cui le Summer School. A lei abbiamo rivolto alcune domande per approfondire l’argomento.

Siete coinvolti nel progetto Milano Summer School, organizzato dal Comune di Milano, con i vostri corsi in Web 2.0 design e Design management and design driven innovation, entrambi in partenza a settembre. Cos’hanno questi master di particolare per essere stati inseriti nel progetto?

Prima di tutto Polidesign è un Consorzio del Politecnico di Milano, per cui diciamo che il riferimento di questi corsi – come per altri che eroga il consorzio – è il Politecnico di Milano.  Vedendo quali potevano essere le caratteristiche di una summer school offerta dal Politecnico,quindi, sembrava interessante fare leva sul carattere di multidisciplinarietà che abbiamo all’interno della nostra università e per cui i due corsi, secondo me, rappresentano bene un’idea di design che si lega sia agli aspetti tecnologici – come nel caso di Web 2.0 – sia agli aspetti gestionali e manageriali come nel caso del corso di Design management and design driven innovation.Insomma, un approccio al design in cui sicuramente c’è la cultura, la creatività, ma anche l’attenzione per altri aspetti e discipline che sono presenti nel nostro ateneo.

 

Vogliamo raccontare come si svolgono le vostre summer school? Sappiamo che ci sono molte ore dedicate all’esposizione di case studies, letture da parte di professori, ma sono presenti anche momenti di partecipazione attiva degli studenti con opinioni, interventi e domande?

Il tentativo è quello di rendere le summerschool dei momenti sia di formazione, attraverso delle lezioni ex cathedra, che delle immersioni di tipo culturale nel Made in Italy, per cui sono previste molte attività anche fuori dall’aula attraverso visite, workshop e incontri con testimoni privilegiati, in cui la lezione si unisce a esercitazioni collettive dove si cerca di stimolare proprio il dialogo, la voglia di intervenire e di commentare anche quello che è stato appena esposto. Direi quindi che sono dei format didattici basati molto sul coinvolgimento dei partecipanti e abbastanza poco sulle lezioni ex cathedra “dure e pure”.

 

Che profilo ha lo studente-tipo di queste summer school? È un laureato, un laureando, un professionista già operante…

Premetterei il fatto che nel Politecnico è recente l’attivazione di questi corsi perché, mentre molte istituzioni milanesi e scuole lo fanno già da molti anni, il Politecnico ha sempre avuto più attenzione in passato per altri prodotti formativi di più lunga durata. Tuttavia pensiamo che sia prima di tutto un’occasione importante per farci conoscere soprattutto agli studenti stranieri. L’ipotesi è che attraverso questi brevi format si possano avvicinare dei potenziali studenti che in futuro, magari, vorranno iscriversi al Politecnico di Milano. La scelta dell’inglese è quindi dovuta al fatto che strategicamente ci interessa avviare un dialogo con dei potenziali studenti di altri Paesi.Pertanto direi che si tratta di studenti stranieri curiosi, con background anche molto diversificati e quindi non provenienti soltanto da discipline del design ma anche da discipline umanistiche ed economiche, interessati al Made in Italy, ma anche, e soprattutto, al lavoro che c’è dietro a tale fenomeno, che va oltre all’immagine glamour e patinata del design.Nei due corsi, infatti,sono molto forti gli aspetti sia tecnologici che economici.

 

Come si concludono questi corsi? Esiste un esame finale, viene rilasciato un attestato…

Viene rilasciato un attestato di frequenza, per cui la frequenza è obbligatoria, nel senso che sono pochi giorni e chiediamo serietà e impegno da parte degli studenti. Vorremmo infatti evitare che siano considerate delle piccole vacanze, bensì dei momenti di intensa “immersione culturale”, per cui ripeto: diamo un attestato di frequenza mentre non rilasciamo i crediti formativi.

 

Come ci si iscrive?

C’è prima una selezione, perché comunque pur essendo un corso molto breve ci teniamo ad avere una classe selezionata. I candidati, pertanto, devono inviare un breve curriculum aggiornato, con la descrizionedei loro studi e dell’esperienza professionale all’indirizzo email formazione@polidesign.net. Vorrei poi aggiungere che abbiamo avuto veramente un grande riscontro positivo sui servizi offerti dal Comune di Milano, dall’accoglienza – con il Welcome party – all’organizzazione di visite guidate al Cenacolo e alla Pinacoteca. Elementi che hanno datocompletezza a un’esperienza che altrimenti non saremmo mai stati in grado di offrire da soli, 360 gradi di avvicinamento a Milano e alla sua cultura.

 

Authors: Raffaella Forte

Leggi originale su: http://www.careernews.it/84650-il-design-alle-summer-school-intervista-a-luisa-collina/

 

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