Diritto lavoro: il periodo di comporto

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Avv. Daniele Paolanti -Il periodo di comporto un concetto pertinente il diritto del lavoro ed avente ad oggetto la sospensione della prestazione lavorativa per vicende strettamente connesse con la persona del lavoratore (come ad esempio la malattia). Durante detto periodo il lavoratore non pu perdere il posto di lavoro, ma pu comunque essere licenziato per giusto motivo oggettivo. 

Il periodo di comporto pu consistere in un'unica sospensione (periodo di comporto c.d. unitario), ovvero in pi assenze frazionate (periodo di comporto c.d. per sommatoria). Si badi bene alla terminologia impiegata: il rapporto si sospende (per malattia, per gravidanza, puerperio ecc.) ma non si risolve. Il periodo di comporto ha una durata che viene normalmente delimitata dalla contrattazione collettiva, sia di primo che di secondo livello, e la durata varia in base alle qualifiche, all'anzianit di servizio e alle diverse categorie aziendali. Se il periodo di comporto dovesse eccedere il limite di cui sopra, legittimo per il datore di lavoro intimare il licenziamento, per impossibilit del prestatore di eseguire l'obbligazione cui tenuto.

La normativa di riferimento

Iniziamo con la disamina delle norme codicistiche. L'articolo cui fare riferimento l'art. 2110 c.c., che cos recita: "In caso di infortunio, di malattia, di gravidanza o di puerperio, se la legge [o le norme corporative] non stabiliscono forme equivalenti di previdenza o di assistenza, dovuta al prestatore di lavoro la retribuzione o un'indennit nella misura e per il tempo determinati dalle leggi speciali [dalle norme corporative], dagli usi o secondo equit [38 Cost.]. Nei casi indicati nel comma precedente, l'imprenditore ha diritto di recedere dal contratto a norma dell'articolo 2118, decorso il periodo stabilito dalla legge [dalle norme corporative], dagli usi o secondo equit. Il periodo di assenza dal lavoro per una delle cause anzidette deve essere computato nell'anzianit di servizio". Inoltre, ulteriore parametro di riferimento la legge 92/2012 (recante "Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita"), dov' peraltro previsto che il giudice, laddove dovesse rilevare una violazione dell'art. 2110 c.c., deve assolutamente applicare, se le circostanze lo consentano, l'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori ed imporre la cd. tutela reintegratoria attenuata (cos si legge nella norma "Il giudice applica la medesima disciplina di cui al quarto comma del presente articolo nell'ipotesi in cui accerti il difetto di giustificazione del licenziamento intimato, anche ai sensi degli articoli 4, comma 4, e 10, comma 3, della legge 12 marzo 1999, n. 68, per motivo oggettivo consistente nell'inidoneit fisica o psichica del lavoratore, ovvero che il licenziamento stato intimato in violazione dell'articolo 2110, secondo comma, del codice civile. Pu altres applicare la predetta disciplina nell'ipotesi in cui accerti la manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento per giustificato motivo oggettivo").

La giurisprudenza sul punto

In questa sede si vuole esaminare una pronuncia giurisprudenziale resa nel corrente anno ed avente d oggetto la determinazione del periodo di comporto. La sentenza de qua stata emessa dalla Suprema Corte di Cassazione la quale ha autorevolmente rilevato che "questa Corte che, anche in recente pronuncia, ha ribadito la necessit di tener conto, ai fini del calcolo del comporto, dei giorni non lavorativi cadenti nel periodo di assenza per malattia, dovendosi presumere la continuit dell'episodio morboso (Cass. 24.9.2014 n. 20106; Cass. 15.12.2008 n. 29317; Cass. 23.6.2006 n. 14633; Cass. 10.11.2001 n. 21385). Detta presunzione di continuit opera sia per le festivit ed i giorni non lavorativi che cadano nel periodo della certificazione, sia nella diversa ipotesi, che qui viene in rilievo, di certificati in sequenza di cui il primo attesti la malattia sino all'ultimo giorno lavorativo che precede il riposo domenicale (ossia fino al venerd) ed il secondo la certifichi a partire dal primo giorno lavorativo successivo alla domenica (ovvero dal luned)" (Cassazione civile, sez. lav., 24/11/2016, (ud. 21/09/2016, dep.24/11/2016), n. 24027). Attenendosi alle parole dei giudici di Piazza Cavour si apprende che ai fini del calcolo del periodo di comporto si tiene conto finanche dei giorni non lavorativi poich si presume la continuit del periodo morboso.

Leggi anche: "Licenziamento: nel comporto rientrano anche sabato e domenica non previsti nel certificato medico"

Authors: Studio Cataldi

Leggi originale su: http://www.studiocataldi.it/articoli/24219-il-periodo-di-comporto.asp

 

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