Lavoro, danno esistenziale e da usura psicofisica: il risarcimento

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Nota di commento alla sentenza della Corte di Cassazione n. 17238 del 22 agosto 2016

Avv. Francesco Pandolfi -Un utile criterio guida (principio di diritto) tratto dalla sentenza n. 17238/2016 della Cassazione sez. L civile: in caso di lavoro svolto oltre il sesto giorno consecutivo, rispetto al quale il lavoratore chiede in giudizio il risarcimento del danno non patrimoniale, per usura psicofisica, oppure per la lesione del diritto alla salute o all'esplicazione delle attivit realizzatrice della persona, egli deve allegare e provare il pregiudizio del suo diritto, nei suoi caratteri e nella sua dipendenza causale, potendo assumere rilevanza il consenso del lavoratore a rendere la prestazione nel giorno di riposo (anzi la sua richiesta di prestare l'attivit proprio in quel giorno).

Tradotto, che cosa significa?

In senso questo: nel momento in cui il dipendente chiede questo tipo di risarcimento del danno, egli deve essere in grado di dimostrare in causa quanto assume, chiarendo a quali voci (retributive e/o risarcitorie) si riferisce.

Questo principio affermato dalla Cassazione utile perch funge da guida nell'impostazione della domanda di danni.

Vediamo come.

Nel caso commentato il ricorrente chiede il risarcimento del danno da usura psicofisica e del danno morale ed esistenziale per:

1)aver prestato, fin dall'inizio del rapporto di lavoro, turni di servizio in giorni festivi senza godere dei riposi compensativi,

2) aver svolto ogni anno centinaia di turni di pronta disponibilit in giorni feriali, molto maggiore di quella dovuta per contratto.

La Cassazione avverte che il ricorrente ha proposto domande risarcitorie e nonha rivendicato un credito retributivo: in altri termini ha preteso il ristoro del danno derivante dalla maggiore gravosit del lavoro oltre al pregiudizio prodotto da insostenibili ritmi di lavoro.

Il risvolto pratico del ragionamento che nel caso in cui il lavoratore si limita a chiedere tali voci risarcitorie, i giudici del merito della causa non possono accordare un quid calcolandolo come se fosse una parte di retribuzione (ad esempio: un compenso aggiuntivo pari al 100% della retribuzione giornaliera ordinaria aumentata per effetto del lavoro festivo).

Possono riconoscere il quantum solo nel caso in cui la domanda tende ad ottenere un credito retributivo, magari in aggiunta ai danni da usura e/o psicofisici.

Attenzione particolare nell'organizzazione della prova in giudizio.

Cosa fare in questi casi

Per avere successo nella causa chiarire, sin dal primo grado, quali sono le domande (risarcitorie e/o retributive) proposte e quali sono le prove a supporto di ogni domanda.

Altre informazioni su questo argomento?

Contatta l'avv. Francesco Pandolfi

utenza mobile 3286090590

mail: francesco.pandolfi66@gmail.com

Authors: Studio Cataldi

Leggi originale su: http://www.studiocataldi.it/articoli/24302-lavoro-danno-esistenziale-e-da-usura-psicofisica-il-risarcimento.asp

 

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