Cisl: oltre 200mila posti di lavoro a rischio

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16/01/2014

Nel 2013 la cassa integrazione ha nuovamente superato il miliardo di ore autorizzate, viaggiando a ritmi di circa 90 milioni di ore mensili, senza alcun accenno ad un'inversione di tendenza. A lanciare l'allarme è l'Osservatorio della Cisl su cig, occupazione e industria nel 2013. "Quel che è ancora più preoccupante - ha dichiarato Luigi Sbarra, segretario confederale Cisl, commentando i dati dell'Osservatorio Cisl  -  è che si è accentuato il passaggio da cassa integrazione a disoccupazione". Complessivamente nei primi 11 mesi del 2013 si registra un aumento del 32,5% delle domande di disoccupazione, Aspi, mobilità - si tratta di quasi due milioni - presentate nello stesso periodo del 2012. I dati sulle ore complessive autorizzate di cassa integrazione nel 2013, distribuiti per regioni, mostrano una netta concentrazione in Lombardia (23,4%), in Piemonte (12%) e in Veneto (10,1%).

All'inizio del 2014, l'unità di crisi presso il Ministero dello Sviluppo Economico ha in carico un totale di 159 tavoli di confronto aperti per aziende in crisi, che coinvolgono circa 120 mila lavoratori. Secondo l'Osservatorio Cisl, il numero di esuberi ammonta in media al 15% dei lavoratori delle imprese, 18 delle quali (per 2.300 dipendenti) hanno dichiarato la cessazione di attività. Nel 2013 sono stati sottoscritti 62 accordi che hanno consentito di evitare oltre 12 mila riduzioni di organico. Tra i tavoli di crisi che da gennaio 2014 vedranno impegnati il Ministero dello Sviluppo Economico e i sindacati, vi sono aziende e marchi storici per il Paese, in tutti i settori produttivi: dall'elettronica alle ceramiche, dal tessile alle energie rinnovabili, dalla chimica all'elettrodomestico, fino all'automotive. Inoltre sono in atto pesanti ristrutturazioni in Finmeccanica e Fincantieri.

"La crisi non si affronta - sostiene Luigi Sbarra - solo con strategie di difesa ed alzando barriere, ma con politiche attive del lavoro e la riqualificazione delle persone con difficoltà occupazionale e facendo leva sulla capacità di innovazione di cui un sistema evoluto e moderno è capace. I provvedimenti che riteniamo, a breve, maggiormente efficaci, sono: un ampio credito d'imposta per le imprese che investono e l'utilizzo ottimale delle risorse della nuova programmazione dei Fondi Strutturali Europei. Altro impegno fondamentale è quello della politica industriale. In primo luogo è importante il sostegno alle ristrutturazioni e alle aziende che, pure in crisi, mantengono prospettive valide, concretizzando l'istituzione di un Fondo finanziario ad hoc, e di una Cabina di Regia interistituzionale, partecipata dalle parti sociali, per la gestione di crisi complesse settoriali. Va avviata contestualmente una politica mirata alla riduzione dei costi dell'energia e propositiva di modelli di intervento per i settori della green economy, quelli a tecnologia avanzata e per i distretti industriali. E' bene, dunque, che il lavoro sia al centro del dibattito politico, ma ora deve divenire il tema prioritario delle azioni concrete. Va completata l'attuazione della riforma degli ammortizzatori sociali avviata con la legge Fornero: quindi vanno finanziati adeguatamente gli ammortizzatori in deroga, in attesa del completo decollo dei Fondi bilaterali di solidarietà che li dovranno sostituire, che vanno sostenuti, e collegate le politiche attive a quelle passive, associando azioni obbligatorie di formazione a ogni sussidio erogato. Il sostegno al reddito è fondamentale, ma non può essere sganciato da una tutela in forma di servizi alla riqualificazione e ricollocazione".

Per saperne di più

Allarme Cisl, oltre 200 mila lavoratori rischiano il posto - Conquiste del Lavoro.it

L'allarme - La Cisl: Cig e vertenze, 200mila posti a rischio - Avvenire.it

Authors: CISL Ial

Leggi originale su: http://www.ialnazionale.it/ial/it/IAL_Nazionale/News/info-1902693250.htm

 

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